Perplessità della Fp Cgil sulle procedure di reclutamento al Cefpas e su un bando dell’Asp

“Per la responsabilità che ci appartiene come categoria del Pubblico Impiego non possiamo arretrare e consentire che l’emergenza costituisca un alibi dietro cui le Pubbliche Amministrazioni possono nascondere la loro azione amministrativa”. Così la segreteria provinciale della Fp Cgil guidata da Rossana Moncada esprime perplessità sulle procedure di reclutamento al Cefpas.

“In questi giorni – spiega Moncada – siamo tornati a sollecitare l’Assessorato alla Salute Regionale per capire se a Caltanissetta nell’ambito della Sanità Pubblica, è possibile accedere attraverso modalità a nostro parere discutibili, dato che tali procedure hanno precluso la possibilità a tanti giovani nisseni di parteciparvi . Ci riferiamo alla questione del CEFPAS che assume personale, a tempo determinato con criteri (seppure sempre a nostro dire) discrezionali che di fatto hanno innescato attraverso queste procedure di assunzione, a noi, grandi perplessità, per poi finire con la questione del reclutamento per varie figure professionali nell’ASP, con un avviso pubblicato dal Policlinico e non dall’Azienda Sanitaria di Caltanissetta”.

La direzione dell’ASP – spiega la nota sindacale – a tal proposito sostiene che non si trattava di obbligo ma di consiglio dell’Assessorato, consiglio per altri bandi seguito, per questo no. Lungi da noi delegittimare il sacrosanto diritto di ogni cittadino ad occupare un posto di lavoro partecipando

a selezioni pubbliche. Ma queste devono osservare i principi costituzionalmente previsti, perché solo cosi si evitano situazioni equivoche che possono dare adito a posizioni privilegiate, a scapito di tutti coloro che questo privilegio non lo hanno, vuoi per nascita o per conoscenza”.

“Lo diciamo e lo ribadiamo perché se per esempio qualcuno di coloro che sono stati ammessi all’ASP di Caltanissetta ha potuto far valere il previsto titolo di esperienza nella pubblica amministrazione, quale requisito necessario e lo abbia conseguito, sempre per esempio, con le modalità adottate dal Cefpas, ecco che se fosse veramente cosi il silenzio cui siamo relegati per noi urla più di mille parole e le contraddizioni che non riusciamo a comprendere hanno un perché e un per come”.

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