Penso che…"questa si che è giustizia"

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Questa sì che è giustizia. (foto da www.internauta-online.com)

foto da http://www.internauta-online.comHo appena appreso la notizia che la Cassazione ha “messo il timbro” sulla condanna definitiva di Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, motivando la condanna a 14 mesi di reclusione per “spiccata capacità a delinquere”. Ciò in quanto ritenuto colpevole di non avere esercitato alcun controllo su un articolo scritto non da lui ma dal deputato Renato Farina che, mentre Sallusti sta andando in galera, siede ancora comodamente in Parlamento. Qualche giorno fa ho letto di un Senegalese che, per essere stato scoperto diverse volte a vendere, per sopravvivere, CD contraffatti, è stato condannato a 12 anni di carcere. Pare, anzi, che per uno solo di questi reati, sia stato condannato a 3 anni di reclusione. Desidero, con grande indignazione, mettere in relazione queste due sconvolgenti condanne (inutile citarne altre) con quella definitiva dell’agosto 2011, di 2 anni di reclusione, comminata all’ex ministro lampo Aldo Brancher accusato di ricettazione e appropriazione indebita. Il suddetto ex ministro, non solo non ha fatto un solo giorno di carcere ma,come premio alla sua condanna, aveva ricevuto l’incarico da parte di Berlusconi di dirigere un Ente, ODI, appositamente creato per distribuire contributi – naturalmente a suo insindacabile giudizio – ad alcuni Comuni del Nord per motivi che non è il caso di ripetere. Per fortuna l’Ente è stato poi chiuso da Monti Mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse, in modo convincente, (e, quindi, difficilmente potrebbe farlo) come questi fatti, nella loro sconcertante ingiustizia, possano essere classificati tra i “casi risolti” dalla Giustizia. Un pensiero particolare desidero rivolgere all’onorevole (si fa per dire) Renato Farina che si è deciso a confessare solo quando non si poteva più rimettere il dentifricio dentro il tubetto.

Complimenti, onorevole. A quando il prossimo articolo.

Caltanissetta23 ottobre 2012

Pasquale Trobia

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