Pdl, Pagano: “Chi vuole spaccatura non vuole bene Paese” e con Crocetta "nessuna possibilità"

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Pagano Alessandro - a sx Alfano e Campisi

“Chi vuole la spaccatura non vuole il bene del Paese”. Ad affermarlo il deputato del Pdl Alessandro Pagano, sollecitato dalla stampa in merito alle ultime vicende che stanno animando il dibattito politico interno al Pdl. “Un grande partito come il PDL che si divide – prosegue Pagano – perde la sua funzione storica, oltre al fatto che un ‘area culturale sociale e politica, si troverebbe senza patria, e senza la possibilità di garantire al sistema politico una corretta alternanza. Alfano, d’accordo con Berlusconi, vuole mantenere l’unità. Noi siamo la generazione che lui ha cresciuto, ma proprio in questa vicenda di accanimento giudiziario occorre un partito forte e non spaccato”.

Alla domanda se sia stato fatto un uso strumentale della vicenda, l’esponente del Pdl ha così replicato: ” Credo che ci sia un Paese in ginocchio, l’Italia sta piangendo,  abbiamo dimostrato di volere salvaguardare l’interesse generale, non quello di un solo partito, sulla vicenda giudiziaria, la Corte di giustizia europea ci darà ragione, siamo fiduciosi. I cattivi consiglieri di Berlusconi rischiavano di dilapidare un patrimonio ancora forte nella coscienza della nostra gente. Dopo aver votato la fiducia al Governo abbiamo recuperato anche tra la gente, recuperando quattro degli otto punti percentuali che avevamo perduto”.

Alessandro Pagano e Renato Schifani

Quanto alla possibilità che anche in Sicilia possa replicarsi l’esperienza del governo “di servizio” o “di larghe intese”,  l’On. Pagano ha infine aggiunto: “Crocetta interpreta il suo modo di fare politica in maniera scanzonata e disinvolta, con un’azione politica talvolta  priva di competenze, per quanto alcuni suoi assessori siano di valore. Il suo profilo di governo, ancor prima della capacità di interpretare il ruolo, non può essere paragonato al riferimento nazionale. Letta in altre parole non è uno che affronta in maniera scanzonata, irresponsabile e senza competenze il suo mandato di governo,  per cui  la grande coalizione nazionale risponde ad un dovere, in Sicilia invece faremmo soltanto un piacere  a qualcuno, e non siamo qui per fare piaceri a qualcuno ma per servire il popolo. Non ci sono possibilità di collaborazioni con questo Presidente”.

“Quanto successo nel Pdl in queste ore è un fatto politico di importanza decisiva che ha consentito al nostro movimento di non smarrire, a causa di una ristretta minoranza, la propria identità di grande partito dei moderati le cui radici affondano nel popolarismo europeo”. Prosegue il deputato del Pdl Alessandro Pagano.

Alessandro Pagano e Alfano

“Abbiamo evitato – sottolinea – che all’interno del partito si affermasse una linea del tutto in contrasto con i valori costitutivi del Pdl-FI, la quale, se fosse prevalsa, avrebbe innescato un processo di instabilità e ingovernabilità tali da provocare danni irreparabili al Paese. Questo è nei fatti quello che ci hanno gridato i nostri elettori e che Alfano, con intuito politico e sapienza, ha saputo cogliere ”.

 

“Il nostro partito può così riprendere la propria marcia, fedele alla sua storia e ai suoi valori, sotto la guida di una leadership forte e autorevole quale è quella di Angelino Alfano in piena continuità con il nostro grande leader Silvio Berlusconi. E’ il nostro popolo a volerlo: una maggioranza silenziosa di piccoli imprenditori, professionisti, impiegati, famiglie, che lavora e ogni giorno lotta per garantire un futuro ai propri figli e alle proprie aziende, che vuole portare a compimento il cammino di riforme intrapreso”, conclude.


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