Il Pd replica a Ruvolo sulla Democrazia Partecipata: “Sbandierata dalla sua amministrazione ma costantemente bypassata”

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Nota dei consiglieri del Partito Democratico Francesco Dolce, Giuseppe Gruttadauria, Annalisa Petitto e Luigi Romano sul regolamento sulla partecipazione che di seguito pubblichiamo:

Da tempo il Sindaco Ruvolo, sostenuto da ciò che rimane del suo movimento politico e dai centristi, ha posto come primo obiettivo dell’amministrazione l’approvazione del regolamento sulla partecipazione, creando di volta in volta “nemici” della democrazia partecipata sui quali addossare la responsabilità dei suoi, personalissimi, fallimenti e tentando al contempo di innescare un’assurda ed inconcepibile contrapposizione tra organismi elettivi e consultivi. Da una parte si è sbandierata l’importanza civica del regolamento sulla partecipazione e degli organi consultivi, mentre dall’altra vi è stata una pressoché costante mancanza di coinvolgimento del Consiglio Comunale sulle più importanti scelte di interesse della Città, compreso la fase di avvio delle nove consulte.

E’ indubbio che la sinergia tra politica, società civile, democrazia rappresentativa e democrazia partecipata, possa costituire un valore aggiunto, purché si evitino “intrecci” o meccanismi di contrapposizione che portano solo confusione ed evidentemente scarsissimi risultati. A tal proposito, a nostro giudizio, per la realizzazione di una reale democrazia partecipata, oltre che per motivi di “opportunità”, sarebbe fortemente auspicabile che i rappresentanti di movimenti e/o partiti politici non facciano parte delle consulte, poiché altrimenti si correrebbe il rischio di snaturare le stesse.

Noi del Partito Democratico non condividiamo la scelta fatta negli ultimi tempi dall’Amministrazione Ruvolo, che ha demandato la realizzazione di numerosi eventi ad alcuni rappresentanti delle consulte comunali e dei comitati di quartiere, al solo scopo di “mascherare” la propria totale incapacità di programmare per tempo le attività. Ben vengano le idee ed i progetti da parte degli organismi cosiddetti consultivi (non organizzativi), a supporto dell’attività amministrativa, ma è assolutamente inconcepibile che si demandi agli stessi, praticamente in toto, la realizzazione di eventi ed attività che dovrebbero invece competere all’amministrazione attiva.

D’altra parte sarebbe ipocrita celare le enormi difficoltà riscontrate in questi mesi nell’attuazione della democrazia partecipata: tantissimi rappresentanti dell’associazionismo si sono allontanati ed alcune consulte risultano oggi non realmente rappresentative e costituite  soltanto da tre o quattro associazioni. Tra le difficoltà emerse annoveriamo anche quella della realizzazione della piattaforma digitale, costata circa € 3.000 alle casse comunali, attraverso cui si doveva dare forma al bilancio partecipato con ambiti e progetti da scegliere online. E’ passato già un anno dall’inizio della procedura, la partecipazione si è fermata ad una decina di clic ed oggi la stessa risulta paralizzata a causa di errori apparentemente tecnici, ma che riguardano invece “dimenticanze” ed “errori”.

Non vogliamo entrare nel merito delle cadute di stile di chi vorrebbe assurgere al ruolo di moralizzatore, fornendo giudizi, assolutamente personali, sull’attività dei gruppi consiliari e dell’opposizione. Ci auguriamo invece che nei prossimi mesi le consulte acquisiscano ulteriore forza e riescano ad avere un ruolo propositivo ed ancora più incisivo che, ad oggi, è probabilmente mancato e che non può di certo essere fornito da un semplice regolamento. Sarebbe allo stesso tempo interessante e utile che le consulte, forti del loro ruolo e per il bene della città, chiedano lumi al sindaco sull’Ufficio Europa, l’Ufficio Stampa, sulla gestione delle strutture culturali e sportive, sulla gestione dei beni confiscati alla mafia, su che fine abbia fatto il regolamento sul baratto amministrativo e quali criteri siano stati seguiti per la rotazione del personale e l’efficientamento degli uffici, solo per citare alcuni punti. Da parte nostra saremo ben lieti di aprire un confronto su argomenti di interesse pubblico sui quali invece, oggi, sembra calato un fragoroso silenzio.

Ci preme infine ricordare che ciascun cittadino, per fortuna, ha la possibilità di “mettersi in gioco”, utilizzando lo strumento probabilmente più bello, democratico e trasparente che possa esserci: la democrazia elettiva!

Del vantato iper attivismo del Sindaco Ruvolo, che abbiamo visto raccontato in questi giorni sui giornali, noi e la città non ce ne siamo proprio accorti, però al momento non vogliamo interrompere un “sogno”.

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