Patto per la Sicilia. Giarratana (CL Protagonista) ai sindaci: “Ma cosa avete da ridere?”

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(Riceviamo e pubblichiamo) A guardare quella foto dei sindaci tutti sorridenti e contenti sotto i templi insieme al capo dei boy scout, il più grande imbonitore di tutti i tempi, verrebbe voglia di prenderli per il bavero uno per uno e in particolar modo quelli del nostro territorio e dir loro a muso duro: Ma che c. ridete? Ma cosa c’è da ridere? Vi siete ancora una volta fatti prendere per i fondelli e ridete? Quello è già in campagna elettorale per le regionali, vi ha pomposamente annunciato il Patto per la Sicilia, una pioggia di soldi per risolvere ogni problema, e voi correte subito a farvi la foto ricordo?

Ma attenzione, colpo di scena; non c’era l’ineffabile Ruvolo, impegnato chissà dove e chissà per che cosa; Caltanissetta era rappresentata dal vicesindaco Margherita che è sbucato nella foto accanto all’on. Vinciullo, quello che era una volta di centro destra e votò in modo decisivo contro il Ponte di Messina. Anche lui contento una Pasqua. Si scorge pure in fondo il viso giocondo del padrone di casa, Angelino Alfano. Tutti felici e fra essi ci sarà stato, ma non lo scorgiamo nella foto, anche il Sindaco di Gela, ex grillino, Messinese che fra tutti questi giocondi tricolorfasciati è quello che potrà dire ai suoi concittadini di aver portato a casa la fetta più grossa dei soldi destinati, nelle promesse di Renzi, alla Sicilia.

Oltre il 10 per cento sarà infatti destinato a Gela: 67 milioni per il porto, 121 per i cantieri della Nord Sud Sud, Gela-Camastra, 251 per la Siracusa-Gela ed inoltre un cadeau di 60 milioni di opere varie come un campo di sgambatura per cani e la piscina comunale.

Resta da capire che fine faranno i circa 60 milioni destinati per la zona franca per la legalità che riguarda l’intera provincia di Caltanissetta. Ah saperlo!

Appunto Caltanissetta, terra di confine, ultimo avamposto di questa terra disgraziata divorata dai cannibali della politica, famelici e bramosi nell’acchiappare voti in modo inversamente proporzionali alle loro capacità e all’interesse per la propria terra.

Crocetta, dopo aver tentato in tutti i modi di farsi la sua Provincia adesso recupera e si fa perdonare per quel fallimento facendo riversare una pioggia di milioni sulla sua città. Certo è ancora tutto sulla carta ma sono soldi che prima o poi arriveranno, ipotizziamo a ridosso delle prossime elezioni. Notiamo che neanche un euro sarà previsto per l’unico vero e serio progetto per Gela: il recupero ambientale e la riconversione dello stabilimento petrolchimico, ma questa è una storia che appartiene a chi ha lungimiranza politica e non certo a chi vive di mitomanie, consensi e cariche.

E noi? Nisseni apatici e anche miopi? E noi? Cosa possiamo dire del nostro futuro se non di essere stati ancora una volta presi per il c.? Neanche un euro per la nostra città, nulla, nemmeno le promesse. Restiamo attaccati al potere di chi gestisce la zona franca per la legalità; qualche briciola potrebbe arrivare ma anche questa con precise finalità elettorali, c’è da giurarci.

E tu caro Giovanni, pifferaio magico, uomo dalle mille promesse, dal buonismo sotto vuoto spinto, cosa potrai dire tu al nostro popolo? Dai prenditi un po’ di coraggio e parlaci che forse riusciamo di “straforo” e in extremis a farci il nostro bel campus biomedico, parlaci della città dei bambini, del civismo che ci incoraggia ad essere una città all’avanguardia sotto il profilo dell’organizzazione sociale e politica e ogni tanto incazzati, ma non tanto, con Pagano verso il quale hai un comunque un debito di riconoscenza per averti sostenuto più o meno apertamente al ballottaggio. Non vorrai dirci certo che ad Agrigento non ci sei stato (non eri nella foto!) e che non hai colpa sull’annuncio e sulle scelte operate all’interno del Patto. Non lo dire, per favore, trattieniti. Lo sappiamo che sei avvezzo a scaricare ogni colpa sugli altri, anche quelli vicinissimi a te, ma qui, davvero non è il caso. Ci hai sperato che in fondo una parolina Vituccio nostro potesse suggerirla, lui che è vicino a Faraone che è vicino a Renzi. Tu infatti che c’entri? Questa vecchia politica che sta affossando la nostra città, queste vecchie logiche spartitorie decise e gestite da partiti non hanno nulla a che vedere con te e la tua giunta. Tu non hai nessuna funzione. Purtroppo in tutti i sensi.

Caltanissetta, 13 settembre, 2016

Michele Giarratana

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