A Pasquasia solo spese per progettazione e consulenti. “Gestione allegra delle risorse”

Prima che l’ambiente, è l’intero sistema dei rifiuti ad essere inquinato”. E’ la conclusione a cui è arrivata la commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti che al termine di un anno di lavori e decine di audizioni ha approvato la relazione conclusiva per la regione Siciliana, definita una delle più critiche a livello nazionale. In 400 pagine la Commissione sciorina dati e fatti riguardanti gli ultimi 20 anni della gestione rifiuti nell’Isola. Un ampio capitolo è dedicato alla provincia di Caltanissetta le cui principali criticità sono le inchieste sulle discariche sature di contrada Martino a Serradifalco e contrada Stretto nel capoluogo, la bonifica delle miniere dismesse di Bosco – Palo e di Pasquasia e il servizio di depurazione. Sulla miniera di Pasquasia, la relazione della commissione presieduta da Alessandro Bratti contiene ampi stralci dell’audizione del pubblico ministero Giovanni Di Leo, che fa emergere un quadro desolante di risorse pubbliche impiegate per consulenze, direzioni di lavori e progettazione senza che nulla diu concreto sia stato poi fatto.

Il sostituto procuratore Di Leo, ha spiegato che questi costi, dalla progettazione alla direzione lavori, incidono sull’ammontare delle risorse economiche destinate alla base d’asta dei lavori. I compensi per questi incarichi, erogati dalla Regione, vanno a Invitalia, come società pubblica, per l’incarico di direzione lavori. Al personale incaricato, ad esempio, per le spese generali di progettazione e accessori spetta un compenso del 18 per cento. Per progettare la bonifica del sito, al personale di Invitalia distaccato dal 2006 sul sito di Pasquasia è stato regolarmente erogato tale compenso. Nel 2012, a quattro tecnici sono stati erogati 241.000 euro, nonostante in quell’anno non sia stato neppure redatto un progetto”. La Regione aveva dato incarico di progettare la discarica dei materiali da dismettere in situ a uno studio tecnico esterno. Progettazione 50 mila euro su un progetto complessivo di 3 milioni 800.000 euro. Poi però si cambia e si sceglia la discarica col trasporto del materiale fuori sede e la messa in sicurezza d’emergenza passa da 4 a 20 milioni di euro. Il gioco è fatto poiché cambiare sulla carta il progetto comporta che le spese di progettazione e direzione lavori messi a base d’asta siano 1 milione e 700.000 euro, perché vanno a percentuale. Un sistema anomalo, “soprattutto se si innescano ulteriori fenomeni di consulenza e ulteriori studi”, come nel caso di Pasquasia, su cui il magistrato si è però dovuto fermare perchè vi sono indagini in corso, limitandosi a concludere: “C’è una gestione molto allegra delle risorse economiche”.

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