Pasquasia. Rifiuti tossici e concorso esterno. Chi sono gli imprenditori ed i funzionari coinvolti

La miniera di Pasquasia torna al centro della cronaca con un’indagine dei Carabinieri del Comando provinciale di Enna e coordinata dalla DDA di Caltanissetta tra Sicilia e Lombardia che ha portato venerdì mattina a 11 misure cautelari tra arresi in carcere, ai domiciliari e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, per traffico di rifiuti tossici e concorso esterno in associazione mafiosa, peculato e falso. Imprenditori, professionisti e funzionari pubblici sono finiti in manette, tra la Sicilia e la Lombardia, con l’accusa di far parte di una rete che aveva come obiettivo anche lo smaltimento di rifiuti tossici. Ad alcuni viene contestato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Sono 11 le misure cautelari eseguite dai carabinieri di Enna nell’ambito dell’operazione sul traffico di rifiuti e la corruzione per la bonifica della ex miniera di Pasquasia. Tra le persone coinvolte anche un dirigente ed un ispettore del Corpo forestale della regione siciliana. L’inchiesta della Procura di Caltanissetta ruota attorno all’appalto per i lavori di bonifica aggiudicati alla società “1 Emme” di Bergamo. Gli indagati sono gli imprenditori Giacomo Aranzulla, 60 anni, di Mirabella Imbaccari (Ct), Antonino Berna Nasca, 36 anni, di Nicosia (En); Michele Berna Nasca, 43 anni, di Nicosia ma residente a Catania, raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere; agli arresti domiciliari Gaetano Bognanni, 54 anni, di Enna, dirigente del Corpo forestale addetto ai controlli sulla bonifica della miniera, Vincenzo Ferrarello, 54 anni, di Enna , Diego Mammo Zagarella, 51 anni, nato a Torino ma residente a Palermo; Rosario Consiglio, 60 anni, di Piazza Armerina (En), Pasquale Gattuso, 53 anni, di Reggio Calabria residente a Villa D’Adda (Bg), titolare della società “1 Emme” aggiudicataria dell’appalto. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Eugenio Vecchio, 48 anni, di Catania residente a Porto Empedocle (Ag), Salvatore Mammo Zagarella, 49 anni, di Favara (Ag) e Giuseppe Costanza, 38 anni, di Palma Montechiaro (Ag), ispettore del Corpo forestale regionale. Secondo gli investigatori Gattuso avrebbe pagato una tangente da 120 mila euro a Diego Mammo Zagarella, responsabile unico dell’appalto, mascherata da consulenza mai effettuata per uno studio topografico affidata alla società di consulenze Archeoambiente.

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