Partito da Caltanissetta il migrante morto mentre raccoglieva pomodori. 25 euro per 12 ore di lavoro

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Era partito da Caltanissetta Abdullah Mohammed, il sudanese 47enne morto nel leccese tra Nardò e Avetrana per lavorare nei campi di pomodoro. Un bracciante di professione deceduto per il troppo caldo e le condizioni di estremo sfruttamento a cui sono sottoposti gli stranieri. 12 ore di lavoro consecutivo sotto il sole cocente per 25 euro al giorno.
Il sudanese, in regola con i documenti, lascia la moglie e due figli, residenti in città. Era partito per lavorare e guadagnare qualcosa utile a pagare l’affitto, evidentemente incapace di rubare e privo di  assistenza sociale. La famiglia, moglie e figli, si è recata due giorni fa sul posto del decesso, ospitata dal comune di Nardò.
Tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati per la morte del sudanese di 47 anni deceduto durante uno dei soliti turni estenuanti di lavoro nei campi tra Nardò e Avetrana. Il pm della Procura della Repubblica di Lecce, Paola Guglielmi, al momento indaga per omicidio colposo. Sono indagati la titolare dell’azienda agricola per cui lavorava la vittima, il marito e il presunto intermediario, anche lui proveniente dal Sudan. Il bracciante agricolo immigrato non aveva il contratto di lavoro. Per venerdì il medico legale dovrebbe eseguire l’autopsia.
Mohammed è deceduto sotto il sole cocente quando c’erano 40 gradi, dopo ore estenuanti di lavoro, piegato sul campo. Forse, sarebbe il caso adesso, che i servizi sociali del Comune di Caltanissetta prendano in qualche modo in carico il problema di questa famiglia.

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