Parlano i ragazzi dell’associazione Camurria intervistati da TV7. “Amareggiati dal servizio”

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“In seguito al servizio mandato in onda dalla Rai, ci preme sottolineare che anche noi siamo rimasti amareggiati dall’ esito finale, risultato prevenuto e superficiale”. Così il direttivo dell’Associazione “Camurria” di Caltanissetta commenta il servizio di TV7 andato in onda venerdì in tarda serata su Rai 1 dove si legava l’esito del referendum in città alle condizioni di degrado sociale ed economico del capoluogo nisseno. Proprio due giovani dell’associazione, che opera in centro storico, erano stati tra gli intervistati del servizio. “Per quanto ci riguarda – dice l’associazione – le nostre parole sono state mutilate dai tempi televisivi e strumentalizzate, al fine di far sembrare il nostro voto contrario alla riforma costituzionale, come esclusiva conseguenza dei vari problemi che purtroppo affliggono la città. I vicoli del quartiere che abbiamo mostrato, per noi rappresentano la quotidianità, strade che ogni giorno percorriamo, dove siamo nati e cresciuti”.

“Col passare degli anni siamo stati protagonisti del continuo abbandono da parte delle istituzioni e dei concittadini stessi, che oggi rinnegano la propria appartenenza a questi luoghi che un tempo erano il cuore pulsante della città e il vero centro produttivo e culturale. E’ innegabile il fatto che siamo una delle poche città, sicuramente in Sicilia, ad avere un centro storico così bello e allo stesso tempo così decadente, dove abbandono e incuria hanno preso il sopravvento, paragonabile ormai alle peggiori periferie. Tralasciando in tutto ciò l’incontrollato fenomeno immigratorio. Ci rattrista l’aver constatato il fatto che ormai si parla della nostra città come di un qualcosa lontano da noi, perché spesso imprigionati nel mondo virtuale, ci dimentichiamo di ciò che ci circonda. Dispiace che tutto ciò sia stato visto come una critica sterile, finalizzata a infangare il nostro territorio, al contrario noi crediamo che la denuncia e l’aver acceso un dibattito su questa tematica possa portarci a un confronto costruttivo, che possa essere da monito per migliorare lo stato indecoroso delle cose. Crediamo che non sia stato un compromesso mediatico, ma un occasione per portare alla luce finalmente una verità della quale, ci è sembrato, nei momenti di sconforto, essere unici portatori. Non ci resta che aggrapparci ai lati positivi di questa vicenda e senza vergogna,provare a dare nel nostro piccolo un messaggio costruttivo a tutto ciò, rimboccarci le maniche e tutti insieme cercare di risollevarci”.

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