Parla Leyla Montagnino. “Termini sbagliati”, ma “ampiamente provocata”

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(Di Leyla Montagnino Presidente del Consiglio comunale) Quando un cittadino considera un onore ed un privilegio far parte del consiglio comunale della propria città con il solo scopo di esprimere il proprio impegno insieme agli altri colleghi nell’esclusivo interesse collettivo; quando un consigliere ha il compito e la responsabilità di presiedere il civico consesso e lo fa con passione, con disinteresse e correttezza e vuole svolgere tale ruolo con equilibrio, imparzialità e competenza, non può e non deve aspettarsi applausi, complimenti, sorrisi o strette di mano, merce assai rara in politica, ma non può pensare di essere coinvolta, suo malgrado, in fatti incresciosi per nulla edificanti. Ciò che può chiedere, in fondo, è di lavorare nel rispetto reciproco qualunque siano i problemi, qualunque siano i convincimenti politici, personali e di parte. Ciò che non si aspetta di certo è che la legittima critica, la diversità di posizione e di valutazione possano scadere in insolenze, mancanza di rispetto o addirittura offese sul piano personale oltre che per lo svolgimento del ruolo che, in tutta onestà, non ritengo di aver svalutato. Ma se gli atteggiamenti ostili si manifestano anche reiteratamente può accadere che il Presidente del Consiglio, solitamente serena, amichevole e tollerante, possa cercare di porre fine , qualora ampiamente provocata, usando termini sicuramente sbagliati, come sbagliati sono stati quelli utilizzati dal consigliere Adornetto. E se ho detto la frase che mi attribuisce Adornetto, questa non aveva né poteva avere come obiettivo lo scopo di ferire la comune fede religiosa né tantomeno mancare di rispetto alle vittime della follia fondamentalista. Adornetto ha preferito denunciare il fatto con una sua nota sul giornale; Io preferisco non seguire il suo esempio e non rendo pubblico quello che lui ha detto nei miei confronti. Sono convinta che, in un clima piu’ sereno e collaborativo, si sarebbe potuto chiarire il fatto immediatamente anche con le scuse reciproche e l’incidente poteva essere derubricato e chiuso. Mi permetto, comunque, di ricordare che se ogni frase detta in un momento giustificato d’ira in una riunione non pubblica finisse sulla stampa con tanto risalto, questo incrementerebbe la ricerca di visibilità.Non comprendo le ragioni dell’avversione del collega Adornetto dopo 5 anni di buoni rapporti personali e di lavoro, pur nella diversità dei ruoli ma desidero esprimere il mio rincrescimento per quanto accaduto anche se favorito da un clima non collaborativo e di tensione.

In quanto Presidente del Consiglio sento forte la responsabilità non solo di rappresentare l’istituzione ma anche di esserne garante nei confronti dei cittadini. Ciò mi sollecita a scusarmi per quanto accaduto e per l’immagine che in questa occasione è stata manifestata alla città.

In coerenza con quanto dichiarato all’atto della mia elezione, rinnovo l’impegno di lavorare con i consiglieri con ancora maggiore determinazione ed energia per affrontare e cercare di risolvere i mali antichi e recenti di Caltanissetta per dare risposte ai bisogni di chi vive nel disagio sociale ed economico per favorire ogni possibilità di crescita e di sviluppo.

Sono convinta che il Consiglio comunale possa lavorare insieme, come nel primo scorcio di questa consiliatura, nel rispetto reciproco, nella pluralità delle posizioni, nell’interesse esclusivo della città rifuggendo da dispute o polemiche sterili e deleterie.

 

 

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