Parco Sant’Anna, l’ex assessore Andrea Milazzo: “Se c’è la volontà politica il progetto si potrà realizzare”

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Sull’operazione dell’acquisto degli immobili dell’antenna Rai di contrada S.Anna e del parco circostante, abbiamo sentito l’architetto Andrea Milazzo, a suo tempo assessore della giunta Campisi che predispose tutti gli atti per la variante urbanistica dell’area a parco naturalistico ed etnoantropologico, nonché per l’acquisizione dell’immobile al patrimonio comunale.

“Architetto il consiglio comunale nella seduta di venerdì scorso ha approvato un atto di indirizzo che di fatto e diritto recepisce i contenuti della vostra delibera di giunta. Cosa ne pensa?”

“Il consiglio comunale, in continuità con il nostro operato, ha adottato una decisione coraggiosa, e ritengo quanto mai opportuna per dare impulso allo sviluppo di una città che da tempo chiede ai propri rappresentanti iniziative originali per ravvivare una realtà sociale, economica e culturale, troppo spesso oltraggiata dal conformismo e dal nichilismo progettuale. C’è da sperare che l’amministrazione attuale recepisca l’atto di indirizzo e provveda a completare i passaggi necessari, da troppo tempo lasciati nel limbo della non decisione”.

“Chi è contro questa iniziativa ne rappresenta gli eccessivi costi di gestione del bene e la difficoltà per la pubblica amministrazione ad acquisire un bene immobile in tempi di difficoltà finanziaria; quale è il suo punto di vista?”

“ È chiaro che il progetto di valorizzazione debba trovare le proprie fonti di finanziamento in fondi europei, il concorso di privati, della Regione siciliana e di tutti i soggetti che possono essere stakeholder qualificati. Un progetto di ampio respiro non può essere mortificato dalla logica della gestione diuturna, ma deve piuttosto aprirsi verso prospettive di ispirazione imprenditoriale che possano portare benefici economici con ricadute occupazionali sull’intero territorio, tali da rendere conveniente scommetterci”.

“Ma L’amministrazione ha rappresentato che possono sussistere difficoltà burocratiche alla acquisizione del bene. Quale il suo pensiero a riguardo?”

“Ritegno che l’amministrazione sia non correttamente informata. L’adozione della variante urbanistica da parte del consiglio comunale ha, di diritto, implementato i vincoli preordinati all’esproprio dell’area. Completato detto adempimento l’amministrazione avrebbe dovuto iniziare a elaborare una proposta progettuale da inserire nel piano triennale delle opere pubbliche. A quel punto il procedimento di acquisizione dell’area si inquadrerebbe nell’ambito delle normali procedure espropriative, disciplinare dal testo unico sugli espropri, che consente altresì la cessione volontaria da parte del soggetto espropriato. La trattativa già da noi conclusa con Rai Way avrebbe spianato la strada a detta cessione volontaria eliminando così qualsiasi ipotesi contenziosa potenzialmente inficiante per lo sviluppo del progetto in tempi ragionevoli”.

“Quindi a Suo avviso nessun ostacolo per la conclusione di questa iniziativa?”

“Non di certo tecnico o amministrativo. L’unico vero ostacolo è la volontà politica. Se c’è volontà autentica il progetto si realizzerà. Se questa viene a mancare anche quest’opera verrà conservata nel dimenticatoio. Personalmente mi auguro che questa progetto, come tanti altri coraggiosi, vedono la luce facendo ritornare la nostra Città ad essere un punto di riferimento della creatività, della bellezza e del pensiero positivo, anziché uno sterile laboratorio della conflittualità.

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