Papilloma virus, all’Ordine dei Medici di Caltanissetta si parla di vaccini e prevenzione

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Corso di aggiornamento ieri mattina all’Ordine dei Medci di Caltanissetta per parlare di Papilloma Virus e della vaccinazione rivolto ai medici di base e ai ginecologi. Dopo i saluti del presidente dell’Ordine dei Medici Giovanni D’Ippolito si sono susseguiti i diversi relatori che hanno parlato di prevenzione, dell’opportunità di vaccinarsi per donne e uomini e delle conseguenze che può avere la mancata prevenzione. A presiedere il corso il dirigente dello Spemp (Unità Operativa Complessa di Sanità Pubblica Epidemiologia e Medicina Preventiva) dell’Asp di Caltanissetta Francesco Iacono. “Caltanissetta per quanto riguarda la vaccinazione per la prevenzione del Papilloma Virus, a livello regionale, ha la copertura maggiore. Contro un 59% di copertura a livello regionale – spega il dirigente Francesco Iacono – noi siamo all’82%. Ma non per questo siamo contenti. Perché l’obiettivo è quello di arrivare al 95%. Devo anzi ringraziare tutti gli operatori di sanità pubblica, ai medici di famiglia, e tutti gli attori che hanno consentito grazie a un’attività capillare di raggiungere questa copertura. Questo è l’unico vaccino in grado di prevenire il papilloma virus e si è visto che è consigliato anche nei casi vi siano dei soggetti positivi per Hpv (dopo essersi sottoposti ad Hpv test). Facciamo ogni anno una campagna informativa nelle scuole, divulgando nelle scuole l’informativa sul vaccino e raccogliendo le adesioni. Non è solo il vaccino delle ragazze perché dal 2016 la Regione Sicilia prima in tutta Italia l’ha estesa anche ai ragazzi. Il papilloma virus non determina solo il carcinoma al collo dell’utero ma tutta una serie di patologie quali i condilomi ad esempio per cui è importante per interrompere la catena di trasmissione che si vaccinino anche i ragazzi”. Tra i ginecologi la dottoressa Francesca Sferrazza del consultorio familiare di Caltanissetta. “Il vaccino contro il papilloma virus è un’opportunità che ci offre il sistema sanitario – spiega la dottoressa Sferrazza – e che bisogna cogliere. E’ un vaccino sicuro che va sicuramente a incidere sulla malattia e noi ci auguriamo che la popolazione colga questa occasione preziosa. A partire dagli 11 anni ci si può vaccinare, così come consigliato dalle linee guida ministeriali, fino ai 45 e secondo indicazione medica”.

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