Pane di grani antichi dell’Hymera. Nasce la filiera tra storia, economia e benessere

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Oggi diventa sempre più importante ritornare a valorizzare la biodiversità colturale dei grani siciliani autoctoni classificati dal De Cillis, ed è quel che sta avvenendo, con “… l’attuale crescente interesse per la riscoperta di “antichi sapori”, di prodotti biologici, di cibi salutistici, che potrebbero portare i produttori agricoli di alcune zone interne o più marginali della Sicilia a trovare interessante e remunerativo coltivare le “vecchie varietà di frumento, il cui minore potenziale produttivo, sarebbe compensato dal valore aggiunto dei loro prodotti di trasformazione.” – (Giulia Gallo, Sebastiano Blangiforti, Gianfranco Venora, tecnici della Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura in “Frumenti Siciliani”, volume del 2004 dell’editore Giuseppe Maimone, che accompagna la riedizione anastatica del libro di Ugo De Cillis del 1942) –

Questa riscoperta sta interessando molto anche il centro della Sicilia, una delle zone storicamente più produttive per la granicoltura siciliana, ed in particolare il territorio di Caltanissetta ed Enna, dove nel 2014 è nato un progetto sperimentale di filiera sui grani antichi siciliani, sorto dopo un primo esperimento del 2007 (in tempi probabilmente ancora non maturi in questo ambito cerealicolo per il tessuto produttivo locale) ad opera di Slow Food Caltanissetta, del Circolo di Caltanissetta di Legambiente e della Coldiretti di Caltanissetta in occasione della manifestazione Centosapori della Nostra Terra, e diventato maturo adesso che la sensibilità nei confronti della cultura di rete, e delle coltivazioni biologiche e di qualità è aumentata.

Su iniziativa di Legambiente Sicilia, si è creato un gruppo di lavoro composto da piccoli produttori di grano, molini a pietra e panificatori, oltre che da enti e associazioni preposti alla salvaguardia ed alla promozione di un’agricoltura di qualità, come la Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia di Caltagirone, il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, il Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CREA) di Acireale, il Dipartimento di Produzioni Agrarie dell’Università degli Studi di Catania, il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Palermo, la sezione di Caltanissetta dell’associazione Slow Food di Enna e Slow Food Sicilia, Legambiente Sicilia, l’Assessorato Regionale dell’Agricoltura dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, l’Ente Sviluppo Agricolo, che hanno dato vita all’avvio della sperimentazione della filiera del “Pane Rustico dell’Hymera”, con la costituzione dell’Associazione di Promozione dei Grani antichi dell’Hymera, che vede associati sei produttori di grano di Caltanissetta, San Cataldo, Marianopoli, Santa Caterina Villarmosa e Villarosa, due molini a pietra di Caltanissetta e San Cataldo, e tre panificatori di Caltanissetta, Borgo Santa Rita e San Cataldo, che hanno sottoscritto gli impegni rispettivamente a coltivare determinate varietà di grani antichi siciliani (i produttori di grano), ad acquistare a prezzi preventivamente pattuiti questi grani prodotti ed a molirli a pietra (da parte dei molini), e ad acquistare le relative farine per la panificazione e la produzione di altri prodotti da forno e della pasta (da parte dei panificatori).

Già a Giugno di quest’anno si sono visti i primi frutti del progetto sperimentale, con la raccolta del grano seminato tra Novembre e Dicembre dell’anno scorso dai produttori aderenti alla filiera, e una volta molito e trasformato in farina, si assaggerà in questi giorni il primo “pane rustico dell’Hymera”. Le varietà di grani antichi siciliani seminate dai sei produttori sono Russello e Timilia, ma altre varietà storiche di grani siciliani presenti anticamente in queste zone, come il Perciasacchi, il Vallellunga, il Casedda, il Realforte, sono pronti insieme ad altri produttori a essere utilizzate alla prossima imminente semina, così come si spera altri molini e panificatori aderiranno alla filiera, per incrementare sempre più la produzione di pane, pasta e prodotti da forno di grani autoctoni siciliani di qualità.

Quel che sta avvenendo a Caltanissetta e nel centro della Sicilia, è solo un piccolo esempio delle potenzialità dei territori della Sicilia interna, ed è, come scrivono sempre Giulia Gallo, Sebastiano Blangiforti e Gianfranco Venora nell’opera su citata, “un primo passo verso la costituzione di una rete regionale di “agricoltori” custodi”, che possa garantire la “conservazione” in coltivazione” delle varietà locali, capaci di attrarre filiere o circuiti commerciali di prodotti di qualità elevata, rivalorizzando zone marginali e/o interne con poche alternative colturali al frumento. Questo manterebbe vivo nel territorio, conservando per le generazioni future un incredibile patrimonio di “geni”, storia, cultura, tradizioni e modi di vivere.”

DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO

“Pane Rustico dell’Hymera e dell’Halicos”

Il “Pane Rustico dell’Hymera e dell’Halicos” è un prodotto da forno, realizzato nelle aree collinari della Sicilia centro-meridionale, all’interno dei due bacini idrografici del Fiume Imera Meridionale (Hymera) e del Platani (Halykos), che utilizza sfarinati di grani antichi locali (soprattutto Russello e Timilia), moliti a pietra, lievitato naturalmente con “crescente” e con espresso divieto di utilizzo di miglioratori ed altri additivi.

I grani e gli sfarinati provengono da aziende certificate in biologico, che rispettano l’ambiente, il benessere degli animali, i cicli naturali e le proprietà originali dei prodotti della nostra terra. Gli attori protagonisti del “Pane Rustico dell’Hymera e dell’Halicos” (aziende agricole, molini e forni) si sono associati nell’A.P.G.A.HY. e costituiscono gli anelli di una filiera locale, corta e controllata. Quest’ultima è infatti collaborata da un Comitato Tecnico-Scientifico, con compiti di indirizzo e controllo, di cui fanno parte, oltre ai Comuni di Caltanisetta e San Cataldo: Legambiente Sicilia, Slow Food Sicilia, Assessorato Regionale Agricoltura, Consorzio di ricerca “Gian Piero Ballatore”, ESA (Ente Sviluppo Agricolo), CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), Stazione sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, GAL “Terre del Nisseno”, Dipartimento produzioni agrarie dell’Università di Catania, Dipartimento Scienze agrarie dell’Università di Palermo, AIAB Sicilia.

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