Palazzo della legalità: “C’è chi ha profittato”

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“Ci sono stati dei soggetti che hanno profittato della vicenda… il risultato è veramente disastroso per la collettività”. Non lasciano spazio a dubbi d’interpretazione le parole pronunciate dalla presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Caltanissetta Roberta Serio in commissione antimafia all’Ars così come riportate nella relazione sui beni confiscati presentata nei giorni scorsi dal presidente Claudio Fava.

Parliamo della “singolare e anomala” vicenda del palazzo di viale della Regione ribattezzato “Palazzo della legalità” dalla vulgata corrente degli anni ruggenti dell’antimafia di facciata. Dizione di popolo che diventò per un periodo addirittura ufficiale. Il moderno edificio “è il frutto dei patrimoni di due amministrazioni giudiziarie: quella relativa ai beni dell’imprenditore Di Vincenzo e quella afferente le società del Gruppo Zummo. La prima è disposta dal Tribunale di Caltanissetta; l’altra, invece, da quello di Palermo. Per entrambe l’amministratore giudiziario è lo stesso: il dottor Elio Collovà”, si legge nella relazione approvata all’unanimità dai parlamentari componenti la commissione. Il progetto Sinergia nasceva nel 2009 con un intento ambizioso: dimostrare che i patrimoni sequestrati o confiscati non erano destinati a morire. Le teorie dell’epoca, accreditate da amministratori giudiziari e tribunali, volevano che le società una volta in mano allo Stato perdevano mercato perché Cosa nostra era pronta a fare terra bruciata intorno. Una spiegazione solo in parte vera poiché troppo grossolana per descrivere un nesso di causa ed effetto in dinamiche complesse riguardanti beni aziendali operanti in settori economici e territori eterogenei. Semmai un postulato auto assolutorio, questo si, per le tante aziende confiscate destinate alla chiusura.

Quello di Sinergie era “un progetto presentato a livello di marketing come un progetto produttivo di redditività, forse anche i colleghi di Palermo lo hanno valutato, diciamo, più per la confezione del pacco che per il contenuto stesso del pacco… (…) ci sono stati interventi speculativi da parte di soggetti che ne hanno tratto vantaggio, per esempio da parte dei consiglieri dei consigli di amministrazione c’erano aumenti del loro compenso che venivano richiesti e autorizzati in continuazione”. E’ sempre l’attuale presidente delle misure di prevenzione a parlare della vicenda. La commissione antimafia invece riassume così nelle pagine centrali della relazione: “Nel novembre 2009, il dottor Collovà presenta al Tribunale di Caltanissetta il “Progetto Sinergia”, probabilmente in omaggio alla “A.G. Sinergie srl”, società che l’amministratore giudiziario ha costituito dalla fusione di quattro imprese del Gruppo Zummo sottoposte alla sua gestione. Che cosa prevede il progetto? La realizzazione di un complesso immobiliare benedetto dal vessillo dell’antimafia. Come? Facendo acquistare alla neonata società un’area edificabile di proprietà della Palmintelli (una tra le imprese sequestrate del Gruppo Di Vincenzo) per la modica cifra di 6.400.000 euro [ …]. Il passaggio successivo è la stipula di un contratto di appalto tra l’A.G. Sinergie e la Di Vincenzo S.p.A.: la prima mette i soldi, l’altra la manodopera. Il tutto sotto la regia attenta di Collovà. Il 24 novembre 2009 arriva il semaforo verde all’operazione…”. I riflettori della grande stampa si spengono per anni ma Caltanissetta è una piccola città e tanti conoscono gli operai finiti in mezzo a una strada. Del palazzo della legalità si torna a parlare nel 2017 dopo la trasmissione televisiva Le Iene cui fa seguito una dettagliata interrogazione parlamentare dell’onorevole Azzurra Maria Pia Cancellieri rivolta al Ministro della Giustizia e al Ministro dell’Interno nell’aprile 2017. L’interrogazione della deputata nissena del Movimento 5 Stelle a firma anche dei deputati D’Uva e Sarti, solleva diverse questioni. Dalla stima effettuata sul terreno alle scelte dei professionisti da coinvolgere fino al disastroso epilogo con 41 operai mandati a casa; poche unità immobiliari vendute ed un mutuo da 9 milioni di euro pendente. La stima sul terreno è tema d’indagine come confermato dal procuratore distrettuale antimafia Gabriele Paci alla commissione nazionale antimafia nel 2017 allora presieduta da Rosy Bindi. “C’è una plusvalenza relativa a un terreno comprato e iscritto a bilancio nella Palmintelli, una società controllata del gruppo Di Vincenzo… terreno comprato dalla società Sinergie Srl, la società che viene costituita dall’amministratore Collovà per il gruppo Zummo, alla modica cifra di 6.400.000 euro. Quindi, c’è una plusvalenza di 5 milioni, sulla base di una perizia di stima di tre pagine redatta da un coadiutore del Collovà. Per il momento, gli elementi sono questi. C’è questa enorme e improvvisa lievitazione del prezzo sulla quale stiamo indagando”. Circostanze riferite nel 2017 che hanno spinto Fava ad aggiornarsi prima di pubblicare la relazione finale. La procura di Caltanissetta ha opposto il segreto investigativo. Significa che le indagini sono tutt’ora in corso.

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