“Ospedali di Caltanissetta e Gela al collasso”, il Nursind scrive all’assessore Razza

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“L’ospedale Vittorio Emanuele di Gela completamente all’abbandono, carenza di personale ormai cronica al S. Elia, turnazioni impossibili, sale operatorie bloccate per mancanza di posti letto in tutto il territorio Nisseno”. La situazione di emergenza in provincia di Caltanissetta ha spinto il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, a scrivere una lettera all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, per chiedere “un rinnovamento strutturale e tecnologico, in molte unità operative dei nostri ospedali della provincia”.

Nella nota il Nursind, guidato da Giuseppe Provinzano, ribadisce “la grave carenza di personale infermieristico e di supporto” e i problemi alle varie strutture. Come al Vittorio Emanuele di Gela, “lasciato completamente all’abbandono, dove abbiano già visto la chiusura dell’Unità operativa di Malattie infettive, la mai avvenuta apertura di Utin, il continuo stillicidio del personale medico che giustamente preferisce andare a lavorare presso altre aziende dove gli viene offerto un posto di lavoro a tempo indeterminato, la carenza cronica di personale infermieristico, oss e ausiliario. Ci sono reparti – continua – come la Rianimazione di Gela, fiore all’occhiello della sanità nissena per le numerose donazioni di organi e tessiti effettuate nel corso degli anni, che necessitano di una totale ristrutturazione e innovazione tecnologica, oltre a un rinnovamento strumentale, perché oramai obsoleta ed a volte non riparabile e sappiamo benissimo quanto importanti siano oggi i posti letto disponibili nelle Rianimazioni della Sicilia”.

Quindi il sindacato ricorda che “in queste ultime 48 ore alcune sale operatorie sempre del S.Elia sono rimaste bloccate per mancanza di posti letto in tutto il territorio Nisseno. In definitiva le sale operatorie sono state “usate” come posti letto per i malati gravi. La situazione che si è presentata è stata molto delicata, e di conseguenza, una condizione igienico sanitaria al limite della normale decenza con il rischio di infezioni”. Spesso la conseguenza è l’uso smisurato dell’istituto del lavoro straordinario, che c’è nella nostra Asp. “Spesso gli infermieri e il personale di supporto devono raddoppiare il turno per garantire una adeguata assistenza ai pazienti. Siamo stanchi di essere sottoposti continuamente a queste condizioni di lavoro”.

A fronte di ciò, i problemi del personale sono tanti: buoni pasto in ritardo, indennità accessorie slittate. “All’assessore – conclude il Nursind- diciamo che siamo a un punto di non ritorno e lo abbiamo ribadito più volte che a pagare, per la giustizia, alla fine è sempre il singolo operatore”.

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