Ospedale Niscemi, quarto giorno di sciopero della fame. Il sindaco "se crollo, città si ribella"

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Ospedale carente di medici ed infermieri: pioggia di solidarietà al primo cittadino che digiuna da 4 giorni
Va avanti con integratori minerali e zuccheri il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa, che da 4 giorni attua lo sciopero della fame, presidiando giorno e notte l’ospedale “Suor Cecilia Basarocco”, carente di personale medico, infermieristico ed ausiliario e con la conseguenza che non venga garantita un’adeguata assistenza sanitaria ai degenti ricoverati presso le Unità operative di chirurgia e medicina.
Insieme al primo cittadino presidiano il nosocomio niscemese con i posti letto disponibili tutti occupati da pazienti ricoverati, anche gli assessori, i consiglieri comunali, la Cgil (segretario aziendale Rosario Di Simone) e Cisl Sanità, (rappresentata dal segretario Pino Carbone e dal dirigente Gaetano Incarbone), il Nursind (sindacato delle professioni infermieristiche di cui è segretario aziendale Salvatore Disca), le associazioni di volontariato e tanti liberi cittadini.
“Se dovessi indebolirmi senza più essere in grado di continuare lo sciopero della fame”, afferma il primo cittadino, “sono convinto che l’intera città intraprenderà azioni ancora più forti”.
“Stavolta, sia chiaro non ce ne andremo fino a quando l’Asp 2 non si impegnerà a potenziare l’organico medico infermieristico ed ausiliario ed il parco tecnologico, così come previsto dalla pianta organica”.
“I miei cittadini – prosegue La Rosa – hanno diritto ad usufruire di un ospedale efficiente e non si può rischiare che nelle emergenze sanitarie, a causa dell’attuale gravissima carenza di organico sanitario, la vita di qualcuno possa essere esposta ad eventuali rischi”.
Pino Carbone della Cisl aggiunge: “sosteniamo con forza la battaglia del sindaco, della città intera ed anche a tutela del personale sanitario, che sottoposto a stressanti turni di lavoro, potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza propria e quella dei degenti”.
“Non smetteremo di presidiare l’ospedale fino a quando l’Asp 2 non assegnerà l’organico sanitario spettante”.
Al primo cittadino sono pervenute a pioggia manifestazioni di solidarietà da parte dei sindaci dei 70 Comuni italiani aderenti agli “Stati generali dei Comuni dimenticati” di cui Niscemi fa parte e, dai sindaci Leonluca Orlando di Palermo e presidente dell’Anci Sicilia, da Mario Alvano, segretario dell’Anci Sicilia, da Enzo Marino sindaco di Mazzarino e dal presidente del Consiglio Giuseppe Vincenti, da Lealuchina Savona sindaco di Corleone, da Gianfilippo Bancheri, sindaco di Delia, Angelo Fasulo di Gela, Salvatore Chiantia di Riesi, Filippo Miroddi di Piazza Armerina, Luigi Ammatuna di Pozzallo, dal sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, dal segretario provinciale generale della Cisl Gianfranco Di Maria, dal deputato regionale del Pd Nello Di Pasquale, dal vescovo della Diocesi di Piazza Armerina mons. Rosario Gisana, dalla curia di Niscemi, dal prof. Massimo Zucchetti, lo studioso esperto di elettromagnetismo, sostenitore degli effetti nocivi delle antenne Muos sull’ambiente e la salute degli abitanti del territorio ed infine anche da Mariano Ferro, il leader del Movimento i Forconi.

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