Ordinanza del sindaco: negozi chiusi alle 14 esclusi alimentari e farmacie. Un contagio avvenuto dopo una festa

8813

Il sindaco di Caltanissetta ha emanato un’ordinanza che impone a tutti gli esercizi commerciali ad eccezione di alimentari, supermercati e farmacie la chiusura dei locali entro le ore 14. Un stretta resa necessaria dall’aumento di contagi da coronavirus, più che raddoppiati a Caltanissetta nelle ultime ore.

Nella mattinata di venerdì alcune pattuglie della Polizia municipale sono state in giro per le attività commerciali (quelle autorizzate a rimanere aperte dal Dpcm dell’11 marzo come ferramenta, tabaccai, negozi di igiene per la casa) informando i gestori delle nuove disposizioni.

“Sono restrizioni che riguardano tutti gli esercizi commerciali ancora aperti ad esclusione di generi alimentari, supermercati e farmacie. Tutti quelli non ricompresi in queste categorie chiuderanno alle 14. Dopo quell’orario non si potranno comprare neppure le sigarette”, taglia corto Roberto Gambino.

I sindaci dei Comuni della provincia sono impegnati insieme all’Asp in vere e proprie attività d’investigazione per risalire a tutti i contatti delle persone positive da mettere in quarantena e per individuare il domicilio. Nella giornata di ieri il Comune è riuscito a individuare il domicilio di un cittadino da mettere in quarantena che non si riusciva a trovare.

Non si nasconde la preoccupazione per il fatto che alcuni dei contagi siano avvenuti nell’ambito di attività aperte al pubblico. “Se i cittadini ci avessero ascoltato subito riuscivamo a contenere questa situazione. Purtroppo i primi giorni c’erano ancora i locali aperti, persone che facevano l’aperitivo. Abbiamo accertato che uno dei contagi è avvenuto durante una festa e questo è un problema”.

“Dal momento del primo caso positivo mi sono auto isolato – rivela il sindaco Gambino -. Non vedo le mie figlie e la mia compagna perchè vedendo molte persone io stesso potrei diventare un veicolo. Ho messo in sicurezza la Giunta. Ci riuniamo in remoto, io in sala biblioteca al Comune e gli assessori collegati da casa. Dev’essere così proprio per evitare di propagare il virus. Quello che devono fare i cittadini è restare a casa. Ci sono persone che vanno al supermercato tre volte al giorno poi escono per le sigarette e poi comprare il pane. Devo dire che sono imbecilli. Sono parole forti che vanno usate. Se uno vuole mettere a repentaglio la sua vita è libero di farlo ma qui si tratta di mettere a repentaglio la vita di tutti gli altri e non possiamo permetterlo”.

Commenta su Facebook