Opere di compensazione. Tra progetti “quasi definitivi” e approssimazioni il j’accuse di Giarratano

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(di Carlo Giarratano – ex assessore ai Lavori pubblici del comune di Caltanissetta) L’interessante dibattito, organizzato dal giornalista Giampiero Casagni (a cui va il mio personale ringraziamento), sulle opere di compensazione per il raddoppio della SS640, ha avuto l’indubbio merito di chiarire ai più, alcuni aspetti della spinosa e purtroppo irrisolta vicenda delle opere di compensazione che la città di Caltanissetta legittimamente rivendica, ma ha anche lasciato alcune vicende aperte sul tappeto.

Si è finalmente affermato, spero definitivamente, da parte di tutti che il Giardino della Legalità, il Parco Urbano Balate e la messa in sicurezza della discarica di Contrada Stretto non sono opere di compensazione, ma esclusivamente variazioni del Piano di Utilizzo delle Terre, cioè un conveniente riutilizzo, sia per la città che per CMC, del materiale di risulta di questa opera strutturale. E dunque, che le opere di compensazione che la cittadinanza si aspetta sono altre e di ben altra portata: lo svincolo con collegamento viario tra Xirbi e la zona di Santa Barbara, lo svincolo di collegamento con Via Pietro Leone e dunque con la Cittadella Giudiziaria, ed uno svincolo con collegamento viario con prolungamento della Via Costa connessa con via Rochester.

In questo tipo di dibattiti è sempre interessante non solo ascoltare quello che viene detto ma anche osservare come le cose vengono dette.

Dopo l’intervento dell’Architetto Milazzo che ha dato preciso e valido supporto giuridico alle rivendicazioni della nostra città, il Sindaco Ruvolo, con sguardo smarrito, ha tenuto a rassicurare, soprattutto se stesso, che la delibera CIPE del 2008 ha definito le opere di compensazione, più volte richieste, come “raccomandazioni” con la conseguenza che verranno realizzate solo se vi saranno economie sufficienti all’interno del progetto generale, come a dire “se le opere non si realizzano ho la legge dalla mia parte”.

Si è poi lanciato nella narrazione del progetto di messa in sicurezza della discarica di Contrada Stretto, definendolo “straordinario”, del Giardino della Legalità (opera della Giunta Campisi) elevato a successo amministrativo-partecipativo, del rifacimento del marciapiede e dell’illuminazione del tratto di strada tra Pian del Lago ed il CARA dove si registra “una attività in itinere che però non è evolutiva” (?).

La parte più interessante, però, è stata l’intervento del Dott. Russo rappresentante di CMC che ha voluto comunicare lo “scoop della serata”: l’annuncio del finanziamento di ben 12 milioni di euro, all’interno del Patto per il Sud, destinati alla messa in sicurezza della discarica di Contrada Stretto. Tralasciando, il chiarimento non richiestogli, sul doppio ruolo di esponente del PD e di CMC, Russo ha affermato che questo stanziamento di fondi è merito della redazione e presentazione presso l’Assessorato all’Energia di un progetto “quasi definitivo”.

Secondo il suo pensiero “ questa progettazione può diventare un elemento importante per liberare le potenziali risorse, che non sono infinite, per realizzare buona parte delle altre cose che viceversa non si sarebbero realizzate”, “una cosa che vale circa 5 milioni”.

Dunque riassumendo, c’è un progetto di messa in sicurezza della discarica di Contrada Stretto “quasi definitivo”, il cui importo complessivo non è dato sapere e che vale risparmi per circa 5 milioni di euro che consentiranno di realizzare alcune cose. Un quadro talmente approssimativo che impedisce qualunque tipo di valutazione.

La sensazione più forte che pervade alla fine di questo dibattito è quella di un territorio che non ha la forza e la capacità di scegliere dove destinare i fondi e quali opere realizzare.

Chi ha deciso come e dove usare i fondi del Patto per il Sud, in base a quali principi? Quale confronto si è avuto con le amministrazioni locali?

E’ legittimo pensare allora che se ANAS avesse redatto, oltre che il progetto di messa in sicurezza della discarica di Contrada Stretto, anche quelli sulle opere di compensazione (così come si era impegnata a fare nel famoso verbale firmato insieme al Comune nel marzo 2014 con l’Amministrazione Campisi) anche queste si sarebbero potute finanziarie all’interno del Patto per il SUD.

E’ stato dolente vedere alcuni sindaci siciliani, compreso il nostro vice, strattonarsi a vicenda pur di entrare nella foto di gruppo con Renzi alla Valle dei Templi per la firma di un accordo su cui la maggior parte di loro non ha avuto alcuna opportunità di intervenire.

In questo scenario, nel silenzio più assoluto della nostra Amministrazione, si inserisce la notizia che il Commissario Straordinario della SRR Vella ha intenzione di realizzare un termovalorizzatore nel territorio nisseno, forse proprio in Contrada Stretto.

Sorvolando sul dibattito relativo alla bontà di costruire un termovalorizzatore, argomento che merita ampia discussione, ci si chiede se anche in questo caso la nostra Amministrazione sia partecipe o meno di questa scelta. Ci annuncia strombazzante che sta per affidare il servizio di raccolta dei rifiuti per il periodo di un solo anno definendolo addirittura come “Progetto Ponte”, e non ci dice che si vuole realizzare un termovalorizzatore? Esistono verbali di riunione con il Commissario Vella, delibere di Giunta, atti di indirizzo che giustifichino tale opzione?

Dal sindaco più “partecipativo e solidale” della storia ci saremmo aspettati maggiore coinvolgimento.

Osservando questo spettacolo si fa sempre più strada l’atroce dubbio che l’ Amministrazione Ruvolo non sia protagonista di queste scelte che incidono profondamente sul futuro del nostro territorio, ma che piuttosto le subisca passivamente.

In un periodo in cui alcune scelte politicamente errate hanno ristretto la sovranità dei territori la capacità e l’autorevolezza di una Amministrazione diventa sostegno fondamentale per la tutela dei diritti di una comunità.

I progetti di cui si chiede la realizzazione non sono rivendicazioni marginali, ma la attuazione o meno di tali opere segnerà in modo irreversibile il destino di Caltanissetta.

Ed allora che ci governa, faccia un serio esame e si chieda se è davvero in grado di rivendicare con successo le istanze di questa città altrimenti faccia un passo indietro prima che sia troppo tardi.

CARLO GIARRATANO

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