Opere abusive su negozi centro storico. Testi in udienza: in effetti tinteggiatura uniforme

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Hanno tinteggiato una porzione di prospetto del palazzo in cui insistono le loro attività commerciali, e per questo sono finiti a giudizio i conduttori di alcuni locali commerciali del centro storico, nonché i proprietari degli immobili interessati.
Davanti al Giudice monocratico, Alex Costanza, con l’accusa di avere realizzato opere che avrebbero arrecato degrado al contesto storico-urbanistico dell’ottocentesco Palazzo Benintende, sono chiamati a rispondere del reato di realizzazione di opere abusive non autorizzate su bene vincolato di interesse storico-architettonico, i proprietari dei locali del civico 135 di corso Vittorio Emanuele (storica famiglia di commercianti nisseni di abbigliamento), nonché i conduttori di una nota griffe di scarpe, ubicata fra i civici 137 e 139 della stessa via.
Agli inizi del 2011, secondo la tesi accusatoria (rappresentata dal P.M. Luigi Leghissa, sostituito in udienza dal V.P.O. di turno) avrebbero realizzato dei lavori di tinteggiatura di parte del prospetto. All’udienza, hanno cominciato a deporre i testi dell’accusa, l’ispettore del Corpo Forestale Sillitto e

L'avvocato Giuseppe Speranza
L’avvocato Giuseppe Speranza

l’architetto Mameli, all’epoca dei fatti dipendente della Soprintendenza di Caltanissetta i quali, incalzati dalle domande dei difensori di fiducia degli imputati, gli avvocati Giuseppe Speranza, Giuseppe Panepinto e Filippina Bellomo, hanno chiarito come, in effetti, l’intervento contestato agli imputati sia consistito in un’opera di tinteggiatura uniforme della porzione di prospetto del Palazzo compresa fra i civici 135/139, seppure non autorizzata preventivamente.
Alla prossima udienza, prevista per il 3 luglio, saranno escussi gli ultimi due testi dell’accusa (architetto Armando Amico, e l’ispettore Gueli), dopodiché si comincerà con le richieste di prova delle difese. Gli avvocati difensori, dal canto loro, sono pronti a dimostrare che, quando si realizzarono i detti lavori di tinteggiatura, nessuno dei rispettivi clienti aveva alcuna intenzione o consapevolezza di arrecare il danno all’immobile, così come contestato dalla Procura a seguito di segnalazione della soprintendenza.

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