Operazione Stragi. Lari replica a indiscrezioni: "Da Napolitano solo incoraggiamento"

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Conferenza_Stragi_LARI_GRASSOApplicare il giudice Ilda Boccassini alle nuove indagini su via D’Amelio, dopo il pentimento di Gaspare Spatuzza, avrebbe significato mettere a repentaglio l’intera inchiesta con le mostruose conseguenze che ciò poteva comportare. Ovvero oltre a non scoprire la vera verità, o almeno parte di essa, anche lasciare in carcere degli innocenti, oggi liberati grazie all’inchiesta del Pool di Sergio Lari. Qualcuno ebbe quest’idea ovviamente non per questo fine (non potendo sapere che la Boccassini sarebbe stata sentita come testimone) ma, spiega oggi il procuratore Sergio Lari rispondendo ad indiscrezioni del giornale “Lettera43.it”, questo qualcuno comunque non fu di certo il Presidente della Repubblica Napolitano.

Applicare la Boccassini avrebbe azzerato l’inchiesta poichè “Ilda la rossa” doveva essere sentita come persona informata dei fatti, avendo indagato nella prima inchiesta sulla Strage Borsellino. La Boccassini fu infatti la prima a capire che le dichiarazioni di SCArantino non convincevano. Ma un testimone non può essere al contempo inquirente.

«Smentisco categoricamente di avere ricevuto pressioni dal Quirinale sull’applicazione della collega Boccassini a Caltanissetta e, in generale, sulle indagini relative alla ‘trattativa’ condotte dal mio ufficio», afferma il Procuratore capo di Caltanissetta, Sergio Lari. «Da Napolitano», ha aggiunto, «ho ricevuto solo parole di incoraggiamento, sia in occasione delle commemorazioni, sia quando il presidente ha indicato gli organismi deputati a darci più mezzi per le indagini. E proprio le sue parole utilizzai per chiedere alla Dia più uomini per l’inchiesta».

Lari ha ricordato: «Un anno dopo l’inizio della collaborazione di Gaspare Spatuzza, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso mi propose l’applicazione della Boccassini alle indagini sulla strage di via D’Amelio. Io risposi dicendo che, pur riconoscendo le grandi doti della collega, ritenevo inopportuna l’applicazione in quanto si era occupata già dell’inchiesta e avremmo dovuto sentirla come testimone. La cosa finì lì. Ma ci tengo a ribadire che né Napolitano né il suo staff si è mai occupato della vicenda».

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