Operazione “Pravda” (Verita’). Costretta a comprare e ad assumere droga e minacciata di “essere venduta al paese”. Giovane di Mussomeli arrestato per estorsione e spaccio.

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Maurizio BonfanteNella notte di oggi, 22 giugno 2012, i Carabinieri della Compagnia di Mussomeli, hanno tratto in arresto su ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Caltanissetta dott. Marcello Testaquatra, per i gravi reati di estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti, Maurizio Bonfante, classe 1979, originario e residente a Mussomeli, operaio. Lo scenario, emerso dall’attività investigativa condotta dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia, si è rivelato triste e squallido; contraddistinto da continuate azioni criminose ai danni di una ragazza del posto.

La denuncia coraggiosa raccolta dai Carabinieri e le successive testimonianze faticosamente riunite, hanno permesso di ricostruire una triste vicenda nella quale lo spaccio ed il consumo di droga avevano un ruolo essenziale aggravato dalla condotta di uno spacciatore senza scrupoli che – sebbene cosciente di una situazione di profondo disagio da parte della vittima – ha posto in essere atteggiamenti da vero e proprio aguzzino con estorsioni continuate.

D’altronde, la figura del Bonfante, balza agli onori della cronaca già nel gennaio del 2011, allorquando fu tratto in arresto dai Carabinieri del Nucleo Operativo per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente poiché trovato in possesso di cocaina e hashish.

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri di Mussomeli, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, dal Dott. Aghemo e dalla Dott.ssa Lucchini, ha tratto origine dalla denuncia coraggiosa di un ragazzo – legato sentimentalmente alla vittima – raccolta dai carabinieri e successivamente sviluppata.

Sono stati pazientemente e minuziosamente ricostruiti diversi episodi di spaccio operati da BONFANTE nei confronti della ragazza, soprattutto di sostanze stupefacenti del tipo eroina. Drammatiche si sono rivelate le vicende relative all’acquisto ed all’assunzione di eroina; assunzione che prima è avvenuta per “prova” e che successivamente ha creato una vera e propria dipendenza ed assuefazione della vittima; tra l’altro Bonfante, ha sempre rassicurato la vittima della possibilità di smettere quando si voleva; proprio la prima assunzione è stata l’inizio del calvario da parte della ragazza; diversi infatti sono stati i viaggi a Palermo per acquistare eroina e tanti i soldi della ragazza ottenuti dal Bonfante per acquistare la sostanza con la scusa di comprare pezzi da lavoro. Tra l’altro, Bonfante, chiaramente utilizzava la ragazza nei suoi viaggi al fine di farle trasportare la sostanza e di eludere i controlli eventuali di forze dell’ordine. Allorquando la vittima comunicava al Bonfante la sua indisponibilità nel cedere denaro poiché sprovvista, questi rispondeva che eroina per lei non ce ne sarebbe stata.

Un primo tentativo di allontanamento dal Bonfante da parte della vittima, ha cominciato a suscitare nell’indagato una violenta reazione nella quale questi continuamente minacciava di far del male sia a lei che al suo convivente e che avrebbe portato a conoscenza tutto il paese della sua situazione di tossicodipendenza; circostanza che avrebbe arrecato sicuramente danno ingiusto ed ovvio isolamento alla vittima, oltre ad una cattiva reputazione in una realtà come quella di Mussomeli. Tali minacce hanno indotto la vittima per diversi mesi a procurare denaro al Bonfante. Tali consegne avvenivano secondo precise disposizioni dell’indagato, il quale addirittura, per non destare sospetti ordinava alla vittima di depositare i soldi sulla ruota della macchina; disposizioni impartite tramite sintetici sms.

Perquisizione auto BonfanteNelle ultime occasioni, in piena attività estorsiva, i soldi dati dalla vittima al Bonfante, costituivano  non il prezzo per l’acquisto della sostanza ma il prezzo dell’estorsione perpetrata ai suoi danni. In sintesi, l’attività estorsiva si è concretizzata per lungo tempo tramite la minaccia di portare in pubblico il suo stato di assuntrice con la riscossione di diverse centinaia di euro finalizzate da parte del Bonfante all’acquisto di droga.

L’ultima dose di eroina, ceduta da Bonfante alla ragazza è risultata tragicamente decisiva; la crisi subita dalla vittima, che ha rasentato l’overdose e che ha posto in serio pericolo di vita la ragazza, l’ha indotta ad avviare un percorso terapeutico.

Gli accertamenti, effettuati dai Carabinieri, hanno permesso di accertare anche episodi di spaccio di metadone da parte di Bonfante; nonché tentativi e strategie poste in essere dall’indagato per evitare di far emergere la positività alle urine quando andava al Sert.

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Mussomeli finalizzata a riscontrare quanto appreso in ordine al reato di spaccio, trovava conferma tramite l’attività di intercettazione telefonica ed ambientale nell’ambito della quale, sono emerse continue trasferte di Bonfante nel palermitano ove si è frequentemente recato per acquistare sostanza stupefacente del tipo eroina e cocaina.

Episodi di spaccio a giovani mussomelesi, sono emersi nella notte della vigilia della Madonna dei Miracoli tra il 07 e l’08 settembre 2011, autentica notte “senza freni” per diversi giovani di Mussomeli; analogamente, si sono appurate continue trasferte a Palermo proprio insieme ad altri soggetti di Mussomeli, con i quali si acquistava la sostanza, la si trasportava a Mussomeli e sovente la si consumava nell’immediatezza.

Bonfante, è stato arrestato, ed a seguito delle operazioni di foto segnalamento, è stato tradotto presso il carcere di Caltanissetta ove permarrà a disposizione del Gip per l’interrogatorio di garanzia. È difeso dall’Avv. Sorce del Foro di Caltanissetta.

Di tutta la vicenda, rimane la convinzione che in molti sapevano. E tacevano.

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