Operazione “Perla Nera”: 20 persone sul banco degli imputati

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Abuso d’ufficio, concussione, corruzione di pubblico ufficiale,  induzione indebita a dare o promettere utilità e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale e falsità ideologica in atti pubblici. È più che ampio il ventaglio di contestazioni che a vario titolo pende a carico di venti imputati – tra su funzionari comunali, imprenditori, vertici di società di mutuo soccorso e tecnici – chiamati adesso sul banco degli imputati in tribunale per esser processati. I venti – scrive Vincenzo Falci sul Giornale di Sicilia – sono rimasti coinvolti nell’operazione di carabinieri e guardia di finanza, nome in codice «Perla nera» – sotto il coordinamento della Dda nissena – che nell’aprile di due anni fa ha dato vita a sei arresti e una serie di misure interdittive, come la sospensione dall’esercizio dell’ufficio pubblico, oltre a una raffica di avvisi di garanzia. L’inchiesta si è incentrata in maniera particolare su due appalti pubblici: il primo relativo alla realizzazione del parcheggio multipiano di via medaglie d’Oro, il secondo per la costruzione, da parte di società di mutuo soccorso, di loculi al cimitero «Angeli». In entrambi, per i magistrati, si sarebbero registrate irregolarità. Ed a macchiarsene, in concorso ed a vario titolo, secondo gli inquirenti sarebbero stati in venti. Sono, per l’accusa, il funzionario dell’Ufficio tecnico del comune, Giorgio Salamanca; la figlia, Giorgia Salamanca; l’ex dirigente sempre dell’Ufficio tecnico  comunale, Armando Amico; l’allora direttore del servizio cimiteriale di Caltanissetta Vito Di Palma; il funzionario tecnico di palazzo del Carmine, Salvatore Lanzafame; il tecnico della stessa struttura pubblica, Salvatore Longo; il funzionario del Comune di San Cataldo, Daniele Silvio Baglio; gli imprenditori nisseni Ivano e Calogero Venniro titolari della «2V Costruzioni srl» e della ditta individuale «Venniro Calogero»; l’imprenditore nel settore lavori stradali, Calogero Cancemi; il costruttore Salvatore Falcone chiamato in causa per certificazioni Soa; l’imprenditore di Mussomeli, Pino Bonfante a capo di un’azienda di carpenteria metallica che ha ricevuto incarico nell’appalto del parcheggio di via Medaglie d’Oro; Antonino Valenza impiegato della «Gisero srl» fornitrice di strutture metalliche; l’amministratore della società «Green & house», Alessandro Giuseppe Gelso tirato in ballo per lavori di giardinaggio e certificazioni Soa; l’imprenditore sancataldese Salvatore Ficarra; e, ancora i  i rappresentati legali di società di cinque società di mutuo soccorso, ossia Angelo Bellomo della «Regina Margherita», Salvatore Morreale della «Rosso di San Secondo», Antonio Russo della poliziotti in congedo «Anps sezione Calogero Zucchetto», Rosario Scancarello della  «Mutua società cattolica Maria Santissima della Catena»  e Giovanni Rivituso della «Militari in congedo» (difesi dagli avvocati Alberto Fiore, Raffaele Palermo, Giuseppe e Francesco Panepinto, Michele Micalizzi, Antonio Impellizzeri,  Davide Anzalone, Giuseppe Dacquì, Davide Schillaci, Daniele Osnato, Agata Maira, Vanessa Di Gloria, Giuseppe Iannello, Teresa Cocca, Danilo Colombo e Paolo Palumbo).

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