Operazione “La bella vita”, mafia, droga ed estorsioni i reati contestati. Chi sono gli arrestati

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Associazione mafiosa, estorsioni e traffico di stupefacenti sono i reati a vario titolo contestati agli indagati dell’operazione “La bella vita” condotta dalla squadra mobile di Caltanissetta e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

In carcere sono finiti Carmelo Bontempo classe ‘78, Fabio Meli del ‘78, Giovanni Puzzanghera classe ‘77, Francesco Zappia del 74, Ivan Villa classe 1973, Dahigoro Iacona dell’88 e Gino Gueli classe 1989. Nel corso dell’operazione è stato anche sequestrato un ingente quantitativo di cocaina.

Quello smantellato oggi è un tentativo di ristabilire l’ordine mafioso a Caltanissetta – ha detto il capo della Dda nissena Gabriele Paci. La classica diffusa omertà, la ricerca di protezione fanno si che in questa operazione non ci sono personaggi che collaborano. “Nonostante molte parole che sentiamo pronunciate da molti anni constatiamo che l’attività condotta dalle forze dell’ordine si è svolta senza collaborazioni. In questo momento tutto questo associazionismo antiracket non porta acqua al nostro mulino – ha detto Paci -. Quella di oggi è un’indagine pura della polizia di stato senza l’ausilio di collaboratori di giustizia. Questo è un punti su cui riflettere perché da un lato significa che è un fenomeno tendente a ridimensionarsi e dall’altro segna la capacità della polizia di Stato a controllare e monitorate ciò che accade sul territorio”.

Il questore Emanuele Ricifari ha sottolineato il dato interessante della ricostituzione di Cosa nostra nel capoluogo. “Si ricostituisce un gruppo che occupa lo spazio che qualcun altro aveva lasciato” ha spiegato il questore in riferimento al declino della vecchia famiglia di Caltanissetta falciata da arresti, defezioni e pentimenti.

In aggiornamento

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