Omofobia, Pagano (Pdl): "Rai non garantisce servizio pubblico: presidente vigilanza intervenga"

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Alessandro Pagano PDL“La questione omofobia nel nostro Paese sta divenendo sempre più dominio del ‘pensiero unico’ propagandato e imposto da poche ma potenti lobby che con azioni discriminatorie, che spesso non lesinano violenza e intimidazioni, impediscono il libero confronto”. Ad affermarlo il deputato del Pdl Alessandro Pagano.

“I metodi usati dalle lobby Glbt – afferma il deputato della provincia di Caltanissetta – non si limitano più ad impedire con azioni di protesta, come accaduto di recente all’imprenditore Guido Barilla e a Casale Monferrato in occasione di un convegno organizzato da alcune associazioni cattoliche, il libero esercizio della libertà di espressione di chi, evidentemente, la pensa in maniera diversa, ma sono giunte a ‘condizionare’ il servizio pubblico che la Rai e’ tenuta ad assicurare”.

“La Rai – prosegue Pagano – si è resa protagonista di un disdicevole episodio discriminatorio nei confronti dell’avv. Giancarlo Cerrelli, vice presidente dell’Unione giuristi cattolici italiani, che domenica 3 novembre avrebbe dovuto partecipare al programma Domenica In per offrire il proprio contributo al dibattito sul tema dell’omofobia. Dopo essere stato invitato a prendere parte al programma, l’avv. Cerrelli e’ stato contattato dalla redazione per la disdetta dell’invito, il tutto senza una spiegazione convincente e nonostante il tema e gli ospiti del programma fossero rimasti invariati”.

“È di tutta evidenza come le ragioni del diniego dell’invito siano da ricercarsi nell’obiettivo di rendere il dibattito a ‘senso unico’ eliminando ogni forma di contraddittorio, quasi a voler esercitare una forma di censura preventiva. Si tratta di un atto intollerabile e il fatto che provenga dalla Rai, che ribadiamo dovrebbe garantire un corretto servizio pubblico, è senz’altro un’aggravante che impone l’adozione di seri e urgenti provvedimenti”.

“Al riguardo – conclude il deputato del PDL, Alessandro Pagano – sollecitati anche dalla pioggia di proteste sui social network di tantissimi cittadini indignati per l’accaduto, presenteremo infatti un’interrogazione parlamentare cui faremo seguire l’invio di una richiesta al presidente della Commissione di vigilanza Rai di convocazione per porre il tema all’ o.d.g. nella prima seduta utile”.

 

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