Omicidio in Germania, due arresti a Delia. Uno è dipendente comunale Rmi

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Due deliani sono stati arrestati ieri pomeriggio dai Carabinieri per un omicidio in concorso avvenuto nel 1993 in Germania, per il quale era stato arrestato il 13 giugno scorso un cittadino spagnolo. Un cold case riaperto dopo 23 anni e per il quale gli arrestati, presunti autori, certamente non si aspettavano più sorprese. La vittima, il 41enne Giuseppe Sabia originario della Sicilia (nella foto), venne pugnalato vicino ad una pizzeria nel distretto di Neckarstadt-West (Mannheim), poi trasportato fino alla foresta, lì torturato e finito con un colpo di pistola.

I carabinieri del nucleo Investigativo di Caltanissetta e della stazione di Delia, in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dall’autorita’ giudiziaria tedesca (pretura di Mannheim), hanno tratto in arresto con l’accusa di omicidio Gacino (Gioacchino) Genova, nato a Mannheim (Germania) il 18 luglio 1967, residente a Delia, impiegato comunale a reddito minimo garantito, gravato da pregiudizi di polizia per reati commessi all’estero, e Salvatore Lodato, nato a Delia il 01.01.1959, disoccupato, anche lui gravato da pregiudizi di polizia per reati commessi all’estero.

I fatti, ricostruiti dagli inquirenti tedeschi, risalgono ad una notte del Febbraio 1993. Giuseppe Sabia, italiano proprietario di un ristorante situato proprio a Mannheim, dopo aver chiuso l’attivita’

commerciale venne atteso dai due deliani arrestati e da un cittadino spagnolo, che lo rapirono, lo portarono in un luogo isolato e lo giustiziarono con un colpo di pistola alla testa, dopo averlo ripetutamente percosso con la gamba di una sedia.

In un primo tempo, le indagini hanno consentito di identificare e trarre in arresto il cittadino spagnolo, che, verosimilmente, ha avuto un ruolo preponderante nella vicenda. Costui, infatti, qualche tempo prima del delitto era stato licenziato da Sabia, senza ottenere alcune spettanze economiche che egli evidentemente reclamava.

Successivamente, le autorita’ tedesche, nutrendo sospetti su Genova e Lodato, tramite la quinta direzione di “Sirene” (supplementary information Request at national entry) sono state messe in contatto con l’autorita’ Giudiziaria italiana ed i carabinieri di Caltanissetta, che, nel novembre scorso hanno proceduto, unitamente al Gip del tribunale di Caltanissetta, al prelievo del dna ai due indagati.

La successiva comparazione delle analisi ha confermato il quadro probatorio precedentemente delineato facendo scattare il provvedimento restrittivo.

Genova e Lodato, prelevati presso i rispettivi domicili di residenza, sono stati tradotti nel carcere di Caltanissetta, a disposizione dell’ autorita’ giudiziaria.

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