Omicidio Aldo Naro, il titolare del Goa indagato per favoreggiamento. Due amici di Aldo indagati per rissa

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C’è il titolare del Goa, Massimo Barbaro, ma ci sono anche due amici di Aldo Naro, nell’inchiesta della Procura di Palermo sull’uccisione del giovane medico 25enne di San Cataldo morto la notte di giovedì grasso a Palermo nella discoteca dello Zen al culmine di una rissa.

Ma sono diversi i profili di responsabilità. I due amici di Aldo Naro che quella sera erano con lui, sono indagati per rissa mentre il titolare del Goa, Barbaro, un buttafuori ufficiale e uno in nero sono indagati per favoreggiamento.

Si è rotto il muro di omertà che circondava i fatti di quella tragica notte. Gli indagati per favoreggiamento, infatti, sono tre e appartengono a vario titolo alla gestione della discoteca. Per loro la Procura ipotizza il reato di aver favorito l’occultamento o lo sviamento delle responsabilità del 17enne autore del calcio fatale alla testa di Aldo Naro. Un testimone avrebbe infatti confermato che i tre indagati, tra cui il titolare, avrebbero visto la scena e dunque erano a conoscenza dell’autore del delitto ma sin dalle prime battute dell’indagine sarebbero stati più che reticenti. Uno di loro avrebbe anche fornito una descrizione fuorviante dell’autore del calcio.

I due amici di Aldo sono indagati per rissa in quanto prima dell’epilogo tragico c’era stato un violento parapiglia, alimentato anche dai buttafuori che invece di dissipare la tensione avrebbero agito in modo scomposto. A tale rissa avrebbero partecipato i due amici di Naro. Uno di loro sarebbe colui al quale era stato rubato il cappello da cowboy, poi non restituito, da cui scoccò la scintilla.

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