Omicidio Adnan Siddique, Anolf Cisl: “Più volte si era rivolto al nostro sportello anche per aiutare connazionali”

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“La tragica vicenda che è accaduta a Caltanissetta e ha riguardato la morte del giovane trentaduenne Siddique Adnan di nazionalità pakistana, oltre ad aver scosso l’intera comunità, accende i riflettori sulla questione caporalato e sulle condizioni di degrado in cui versano centinaia di lavoratori impiegati in agricoltura, principalmente migranti, vittime di caporali e assoggettati a logiche di produzione disumane”. A denunciarlo sono il Segretario Generale Cisl, Emanuele Gallo, il Segretario Generale Fai Cisl, Filippo Bartolotta e il Presidente dell’Associazione Nazionale Oltre le Frontiere di Caltanissetta, Mastrosimone Giuseppe.

“Dalle notizie apprese sulla stampa pare che Adnan sarebbe stato ucciso per essersi fatto portavoce di alcuni braccianti vittime di caporalato. Lo stesso era un fruitore dei servizi erogati dall’Anolf, l’associazione di volontariato promossa dalla Cisl che aggrega immigrati di varie etnie a carattere volontario, democratico che ha come scopo la crescita dell’amicizia e della fratellanza tra i popoli, nello spirito della Costituzione italiana. La nostra associazione si fonda sul protagonismo degli immigrati per la tutela delle loro esigenze e la crescita della nostra società – spiega il Presidente dell’Anolf di Caltanissetta, Giuseppe Mastrosimone – e più volte il giovane Adnan si è rivolto al nostro sportello per risolvere le proprie esigenze e anche quelle di alcuni suoi connazionali. Lo stesso, infatti, era arrivato in Italia chiedendo asilo politico”.

Il Segretario Generale della Fai Cisl, Filippo Bartolotta, sottolinea che “indagini sindacali hanno fatto emergere dati davvero preoccupanti sul fenomeno del caporalato che interessa, solo nel solo settore agricolo, una quota considerevole di lavoratori. In un territorio come il nostro – continua Bartolotta – vocato all’agricoltura, fenomeni del genere non devono essere sottovalutati. Per questo motivo è stato attivato a livello nazionale il servizio Sos Caporalato, che mette a disposizione il numero gratuito 800.199.100 a cui i lavoratori e le loro famiglie possono chiamare per segnalare i casi di sfruttamento”.

“In un territorio come la provincia di Caltanissetta, dove la disoccupazione registra delle percentuali abbastanza elevate, il fenomeno del caporalato e del lavoro nero assumono dei connotati rilevanti”, dichiara il Segretario Generale della Cisl, Emanuele Gallo. “Non deve per forza succedere un drammatico evento per chiedersi se e quanto nel nostro Paese si stia operando per la piena applicazione della legge 199, non solo per quanto attiene gli aspetti repressivi, ma anche per tutto quanto concerne la prevenzione, la qualità del lavoro, l’accoglienza. Il settore agricolo è sicuramente quello più colpito dal fenomeno del caporalato, però ricordiamo non essere il solo ad essere interessato. Bisogna sempre mantenere alta la guardia su sfruttamento e concorrenza sleale”.

“Inoltre – aggiunge Gallo – il tema dell’intermediazione al lavoro e della costruzione di una salda rete del lavoro agricolo di qualità resta l’ unico che possa porre argine alle pratiche di intercettazione ed abuso della manodopera. Su questo tema occorrerà costruire sensibilità e percorsi condivisi utili”.

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