Omicidi e mafia, il clan Cammarata alla sbarra: il comune di Riesi si costituisce parte civile

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Il Comune di Riesi, tramite il sindaco Salvatore Chiantia, assistito dall’avvocato Annalisa Petitto, ha chiesto ed ottenuto la costituzione di parte civile , nel processo a carico di 14 imputati, ritenuti vicini al clan Cammarata, la cui udienza preliminare è stata celebrata oggi dinanzi al Gup Alessandra Maira.  L’ufficio della Procura La Procura, rappresentata in aula da Maurizio Bonaccorso e da Claudia Pasciuti, il 4 giugno scorso aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati chiamati a rispondere, a vario titolo, degli omicidi ai danni di Lauria Angelo, Fantauzzo Michele, Ferrara Pino, Pirrello Gaetano Carmelo e Pirrello Andrea oltre che dei tentati omicidi di Pirrello Salvatore, Lanza Tullio e Pasqualino Salvatore.

Il Comune di Riesi, come si legge dall’atto di costituzione di parte civile a firma dell’avv. Petitto, ha ritenuto di doversi costituire parte civile ritenendo lesi  principi e finalità proprie dell’Ente ben esplicitati nell’art. 7 dello Statuto che, al punto 2) prevede testualmente <<Il Comune si propone la tutela e la promozione della persona contro ogni forma di sopraffazione e di violenza, ed assume quale obiettivo fondamentale, nell’ambito delle proprie competenze, la lotta al fenomeno mafioso. Nell’ambito di queste funzioni istituzionali provvede: a) a diffondere la consapevolezza della convivenza civile e dell’ordine democratico; b) a favorire la diffusione di una cultura dei diritti e della legalità; c) ad impedire la presenza di associazioni mafiose e di condizionamenti clientelari>>.

Hanno già chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato AMARU’, LI VECCHI, CAMMARATA GIUSEPPE, FORCELLA ed ARLOTTA.  l’udienza è stata rinviata al 24 giugno per la formalizzazione delle ulteriori richieste di riti alternativi e per la discussione dell’udienza preliminare.

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