I morti sono almeno duecento. Ecatombe umana in Sicilia.

Aggiornamento ore 20,00

I morti nel tragico naufragio del barcone di migranti avvenuto all’alba di stamane a Lampedusa sono almeno duecento. 94 le vittime già recuperate in mare e altre cento si trovano dentro il barcone capovolto a mezzo miglio dalla spiaggia di Isola dei Conigli. E’ un’ecatombe umana quella che sconvolge Lampedusa, la Sicilia, l’Italia, l’Europa e il mondo intero.

Le testimonianza dei soccorritori, del sacerdote, dei pescatori, sono raccapriccianti. Tutti dicono: “mai visto niente di simile”. Una soccorritrice piange inorridita e impietosita davanti ai corpi dei tanti bambini annegati, di donne incinta, di uomini e giovani. Il comandante della Guardia di Finanza dice “e’ il giorno peggiore della mia vita”.

Il Presidente della Repubblica Napolitano, intanto, dai microfoni di Radio Vaticana, lascia intendere che si potrebbero trovare alternative alla legge Bossi Fini, ovvero che bisogna verificare quali leggi impediscono un’accoglienza dei migranti che possa evitare queste immani tragedie. C’è chi ha detto che il naufragio di oggi con oltre duecento morti, tutte persone dell’africa sub-sahariana, segna uno spartiacque nelle politiche dell’Unione Europe. Che insomma l’Europa deve cambiare le sue politiche di integrazione e aiutare l’Italia, perchè Lampedusa è Europa, la Sicilia è Europa. E perchè se l’Europa continuerà a essere solo lo spread e la stabilità, per non dire tasse, non ce ne facciamo niente.

Un’altra tragedia nel mar mediterraneo, in Sicilia, a soli tre giorni da quella di Scicli, anzi si può parlare di ecatombe. Potrebbero essere centinaia le vittime di un tragico sbarco all’Isola dei conigli a Lampedusa, avvenuto giovedì mattina intorno alle 8. Tra morti e dispersi, infatti, il numero supera le trecento unità. Un barcone carico di circa 500 migranti si è ribaltato a mezzo miglio dalla battigia, facendo cadere in mare il carico umano. Il numero delle vittime è cresciuto nella mattinata con il passare dei minuti. Prima dieci, poi quaranta, poi sessanta. Intorno alle 12, erano quasi cento i morti conteggiati. Ma i soccorritori, i pescatori di quattro pescherecci nella zona, hanno testimoniato al sindaco di Lampedusa che ci sarebbero morti ovunque. Uno degli scafisti sarebbe stato arrestato, è un tunisino riconosciuto dai migranti. In tarda mattinata si è fatta strada l’ulteriore terribile notizia. I morti sarebbero centinaia, un’ecatombe, come emerge dalle testimonianze raccolte dal medico Pietro Bartolo, responsabile del poliambulatorio, a cui i migranti hanno confessato che almeno 200 compagni di viaggio sarebbero annegati, oltre ai cento morti i cui corpi sono stati recuperati.

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