Oggi la cerimonia per la strage nella miniera di Gessolungo. “Una ferita che ci ricorda l’importanza dei diritti dell’infanzia e del lavoro”

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Con l’apposizione di una corona d’alloro al “Cimitero dei Carusi”, nel sacrario che ricorda la tragedia del 12 novembre 1881, la città di Caltanissetta stamane ha onorato il sacrificio delle 65 vittime che persero la vita a causa di uno scoppio in miniera. Tra loro vi erano 19 carusi, bambini sfruttati, avviati al lavoro di miniera nel pieno della loro infanzia.

A deporre la corona d’alloro per conto dell’amministrazione comunale è stata la vice sindaca Grazia Giammusso alla presenza degli assessori della giunta, consiglieri comunali, autorità civili e militari della città e dei rappresentanti dell’associazione Amici della miniera, del distretto minerario e dell’istituto d’istruzione superiore Mottura di Caltanissetta.

“Quello di oggi è un gesto molto sentito, una ferita ancora viva nella memoria. Ricordare il sacrificio di operai e di bambini significa sottolineare con più forza l’importanza dei diritti dell’infanzia e del lavoro”, afferma Giammusso. “Preservare questa storia comporta un impegno rinnovato per la valorizzazione dei siti minerari dismessi”, ha aggiunto la vice sindaca portando ai presenti il saluto del sindaco, fuori città per impegni istituzionali e della dirigente scolastica dell’IISS Mottura, Laura Zurli che non ha potuto partecipare alla cerimonia.

La delegazione subito dopo si è spostata nella parrocchia del villaggio Santa Barbara dove il vicario del vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, ha celebrato la santa messa.

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