Oggetti reali da immagini tridimensionali. Medicina 33-D al Campus universitario

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“Medicina 33-D”. E’ con questo titolo che nasce mercoledì pomeriggio il workshop che si terrà a partire dalle 16 nella facoltà di medicina al campus universitario del Cefpas.
Un primo incontro foriero di interessanti collaborazioni, soprattutto utili alla didattica e all’esperienza degli studenti di medicina.
“L’evento nasce dal desiderio di diffondere la conoscenza della stampa 3D tra i nostri studenti, medici del prossimo decennio”, spiega Giuseppe Giglia, neurologo e ricercatore del dipartimento di Neuroscienze cognitive dell’università di Maastricht, nonché del dipartimento di biomedicina e neuroscienze cliniche dell’Università di Palermo
“Negli ultimi anni questa tecnologia ha già consentito di pianificare gli interventi neurochirurgici in maniera ultra-dettagliata, stampando in 3D l’esatta replica dei tessuti del capo del paziente e permettendo quindi di decidere in anticipo il miglior approccio chirurgico; molti amputati hanno potuto costruirsi la propria protesi personalizzata a basso costo; versioni “biologiche” delle stampanti 3D hanno inoltre recentemente consentito di stampare organi sostitutivi da impiantare chirurgicamente”.
Clicca per guardare il manifesto dell’evento
L’argomento verrà trattato in maniera semplice prospettandone gli usi in medicina ed in ambito di ricerca scientifica, il supporto tecnico ed una introduzione alle basi fisiche del processo saranno garantiti da ingegneri, architetti e tecnici delle associazioni senza fini di lucro “FabLab” di Palermo (http://fablabpalermo.org) e CLMakers (http://www.clmakers.it) di Caltanissetta, entrambi interpreti della nuova rivoluzione culturale dell’open source.
Verrà inoltre presentato un progetto per la costituzione di un archivio di files per la stampa 3D, acquisito fotografando ogni singolo segmento osseo di uno scheletro umano messo a disposizione dal reparto di Ortopedia dell’Ospedale S. Elia di Caltanissetta. Al termine della presentazione gli studenti potranno osservare dal vivo il processo di stampa 3D ed interagire con gli esperti per approfondire ulteriormente gli aspetti tecnici.

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