Offrono assistenza ai deboli, ma qualcuno le vuole chiudere. Le Ipab in agitazione. "Regione sorda"

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Salvare gli istituti di beneficenza e migliorare il welfare siciliano. E’ l’appello dei lavoratori, dei sindacati e delle organizzazioni di riferimento delle Ipab siciliane.

“Le problematiche delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza – dicono in una nota – sono ulteriormente peggiorate in questo ultimo anno. Nonostante i ripetuti incontri delle Organizzazioni di Settore, con l’Assessore Regionale della Famiglia e nonostante le assicurazioni ricevute, nessun intervento legislativo o amministrativo è stato posto in essere. La situazione è diventata assolutamente insostenibile. Tutte le richieste sono rimaste inevase: dal DDL di riordino del settore al contributo per gli oneri contrattuali (CCNL ai sensi della L.R. N°71/82) che non è stato ancora concesso. Segnano il passo anche i progetti per il miglioramento dei servizi gestiti dalle II.PP.A.B., nonostante la graduatoria pubblicata in GURS nel dicembre 2012 e le somme occorrenti, disponibili e già impegnate, ad oggi non hanno ricevuto il via e la prevista anticipazione dall’Assessorato”.

Sono oltre tre mila gli anziani e i non autosufficienti che ricevono cura o sono ricoverati nelle Ipab siciliane, in cui lavorano duemila operatori qualificati. La situazione di gravi crisi colpisce tutte le Ipab, alcune delle quali riescono a sopravvivere, pur tra mille difficoltà, grazie a entrate proprie, come le rette. Altre, invece, rischiano l’estinzione e con esse i servizi offerti ad un utenza così debole e i lavoratori.

Ma proprio quando si parla di chiusura, a causa di mancati trasferimenti dalla Regione, emergono incongruenze anche gravi, innanzitutto perchè la chiusura delle Ipab favorirebbe le strutture private e ciò diviene ancor più “strano”, qualora vi fossero (e pare che ve ne siano), conflitti d’interesse in alcune dirigenze.

“Le drammatiche notizie che ci giungono dalle II.PP.A.B. Siciliane (a Caltanissetta: l’Opera Pia Istituto Boccone del Povero Gurrera-Moncada-Calafato e l’Istituto Testasecca) sulla disperazione delle famiglie dei circa 2000 dipendenti e della grande preoccupazione dei familiari dei circa 3000 ricoverati che temono la chiusura delle strutture che, qualora dovesse avvenire favorirebbe certamente le strutture private”.

Una manifestazione pubblica è stata quindi indetta per il 14 novembre alle ore 10 a Palermo in piazza indipendenza davanti a palazzo d’Orleans, “per difendere il futuro delle II.PP.A.B. contro chi le vuole chiudere, per la qualità dei servizi offerti ad anziani, minori, disabili, immigrati e garantire livelli occupazionali e stipendi”.

Tra l’altro “l’apposita Commissione costituita per determinare i nuovi standard e i nuovi costi per i servizi socio-assistenziali continua a lavorare da oltre un anno e non conclude i lavori”.

“Tale situazione di immobilismo ha aggravato la situazione economico-finanziaria delle II.PP.A.B. che hanno accumulato ritardi di molti mesi nel pagamento degli stipendi al Personale e delle fatture ai Fornitori e mettono a rischio la stessa continuità dell’attività assistenziale”.

Ma il Governo Regionale rimane sordo, silenzioso e insensibile.

La manifestazione è indetta da: ARES-IPAB SICILIA Associazione Regionale delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza; ANSDIPP SICILIA IPAB L’Associazione del Manager del Sociale e del Socio-Sanitario; CGIL – CISL – UIL – Funzione Pubblica; ANCI SICILIA Associazione dei Comuni Siciliani.

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