Odissea in autobus da Catania a Caltanissetta. La segnalazione di una cittadina

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Riceviamo e pubblichiamo –  08 luglio 2014: arrivo all’aeroporto di Catania, mi dirigo alla biglietteria Sais per informarmi sugli orari dell’autobus per Caltanissetta. Dopo aver atteso i comodi dell’impiegato, mi si informa che l’autobus che posso prendere parte dall’aeroporto alle 13.25, con un arrivo previsto a Caltanissetta per le 14.50. Le fermate previste sono le seguenti (peraltro indicate sull’orario): Catania, Aeroporto, Caltanissetta, Canicatti, Agrigento, Porto Empedocle.

Pago i 10,30 € per il biglietto e aspetto. L’autobus arriva, alle 13.50 circa. Con più di mezz’ora di ritardo sui tempi di marcia. E’, naturalmente, strapieno, ma, in un modo o nell’altro, si parte. Ad un certo punto esce dall’autostrada, diretto a Enna. Arriva a Enna, preleva due passeggeri, e riparte. Arriviamo a Caltanissetta alle 15.30, con 40 minuti di ritardo sui tempi di marcia. 40 minuti che, considerato un tragitto di poco più di 100 km, sono un’enormità. Alle lamentele dei passeggeri che scendono dall’autobus, tutti sudati perché, naturalmente, l’aria condizionata non funziona, l’autista risponde con una serie lunghissima di parolacce gridate.

Questa la cronaca.

Adesso alcune considerazioni: la Sais opera, almeno su Caltanissetta, in regime di monopolio. Da quando, infatti, la ferrovia è diventata inservibile per raggiungere sia Catania che Palermo, la Sais è l’unico mezzo per raggiungere le due grandi città siciliane. Opera pertanto, pur essendo soggetto privato, a garanzia di un servizio pubblico che lo Stato e la Regione non sono in grado di fornire. I servizi pubblici, però, dovrebbero avere alcune prerogative e fornire alcune garanzie per i fruitori: non mi risulta però che la Sais abbia una carta dei diritti del passeggero, a tutela del passeggero in caso (frequente) di disservizi da parte della società Sais. O, almeno, sul sito della società non v’è traccia di diritti del passeggero, si parla solo di informativa sulla privacy; non mi risulta che abbia, o che rispetti, l’obbligo dei servizi igienici a bordo. Non risultano troppe cose, e tutte che fanno pensare che l’articolo 16 della nostra Costituzione (Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale) nel territorio di Caltanissetta sia valido solo per chi è automunito.

E poi ci sarebbe tutta la politica dei prezzi dei biglietti Sais, ma, si sa, operando in regime di monopolio, la società fa e sfa quello che gli pare.

Infine una domanda: è stato un caso che le autolinee Sais abbiano raggiunto una posizione così privilegiata di mercato?

Giuliana Geraci

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