Nursind incontra i vertici della commissione Sanità dell’Ars. Sulla Salute vietato farsi scippare da Roma

650

Di rimodulazione ospedaliera ha parlato il Nursind Sicilia venerdì 14 ottobre al convegno organizzato a Pergusa con la partecipazione dei deputati regionali all’Ars, Mario Alloro e Giuseppe Di Giacomo, rispettivamente componente e presidente della VI Commissione Sanità.

“Un’occasione di grande confronto e soprattutto di chiarezza sull’attuale situazione della sanità siciliana”, afferma il segretario del Nursind, Osvaldo Barba, sottolineando come nel suo intervento l’onorevole Alloro “abbia chiaramente evidenziato che il Decreto Balduzzi diventa inapplicabile in province geograficamente disagiate come Enna, Caltanissetta e buona parte dell’entroterra messinese, non solo per aspetti logistici ma anche numerici”.

“Ha anche sottolineato – prosegue Barba – che una situazione di stallo come quella che vive la sanità siciliana rischia di mettere seriamente a rischio tanto il futuro di molti operatori con contratti a tempo determinato in attesa di stabilizzazione che quelli inseriti in graduatorie di mobilità che vedono avvicinare inesorabilmente la scadenza del 31 dicembre e con essa anche la speranza di poter ritornare in Sicilia”.

Quindi per il deputato ennese le graduatorie andrebbero prorogate in attesa dello sblocco delle procedure concorsuali.

Sulla stessa linea il Presidente Di Giacomo che ha dichiarato di voler porre una sorta di veto a non toccare i piccoli ospedali poiché, “già nella precedente riforma Borsellino erano stati effettuati tagli ai posti letto in Sicilia e un’ulteriore richiesta di decurtazione equivale a privare i cittadini dell’assistenza sanitaria cui hanno diritto”, afferma Barba del nursind.

Il Presidente della VI Commissione Sanità Di Giacomo ha sottolineato che l’Assessorato alla Salute ha prestato oltre 140 milioni di euro a quello al Bilancio e questo a riprova delle solidità delle finanze del settore sanitario.

Dei 5.000 posti da mettere a concorso ha concluso l’onorevole Di Giacomo quasi 3.500 sono coperti da lavoratori precari in attesa di stabilizzazione e per i rimanenti 1.500 da mettere a concorso ci sono le risorse economiche. In ultima analisi per l’onorevole Di Giacomo ad oggi valgono gli atti aziendali già approvati e pubblicati in Gazzetta pochi mesi addietro.

“Ora – afferma il Nursind – la politica, le forze sociali e la cittadinanza debbono rimanere coesi per evitare qualsiasi tentativo di attentare alla salute dei siciliani”.

Commenta su Facebook