Nuova Tasi: detrazioni prima casa, ma non per tutti. Piccoli aumenti “nel segno dell’equità”

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L’altro grande argomento affrontato dall’assemblea cittadina, è stata la nuova tassazione. Sulla Tari, la tassa rifiuti, si stanno facendo delle simulazioni, per arrivare a definire la nuova tariffa, mentre sulla Tasi, la ex Imu, che comprende i servizi indivisibili, la giunta Ruvolo ha illustrato la sua proposta di delibera ai cittadini, e così andrà in consiglio comunale. Tra i servizi indivisibili, troviamo spese di illuminazione, per 1 milione e 500 mila euro, 637 mila per la telefonia, 644 mila per il riscaldamento, 2 milioni 200 mila per il funzionamento degli uffici giudiziari. “Razionalizzando la spesa, unica strada visto che la coperta è corta e i servizi non si possono comprimere, abbiamo comunque previsto una riduzione del 8 per cento della spesa corrente, in prospettiva”, ha speigato l’assessore al bilancio, Boris Pastorello.

foto 2 (10)La nuova Tasi vedrà delle detrazioni per le case con una rendita catastale bassa, quindi per i residenti e proprietari in centro storico, e un piccolo aumento, dello 0,1 per mille, per gli altri. Una rimodulazione all’insegna dell’equità, è stato detto, “ma che sicuramente farà comunue storcere il naso a qualcuno”.

I proprietari sono divisi in quattro grandi categorie con rendite catastali di 200, 300, 400 e 500 euro.
Chi possiede una casa con rendita di 200 euro, pagherebbe di Tasi 84 euro. Ma per questa categoria è prevista una detrazione di 50 euro, per cui la Tasi sulla prima casa sarà di 34 euro nette.
Chi possiede case con rendita di 300 euro, pagherebbe 126 euro. Con rendita di 400 euro, ne pagherà 168 e con rendita di 500 euro, ne pagherà 210. Si tratta comunque di esempi di massima riguardanti la prima casa.
La detrazione di 50 euro ai proprietari di case con rendita catastale fino a 200 euro, viene finanziata con piccoli aumenti ai proprietari che possiedono case con rendite catastali superiori.

Sulle seconde case, la Tasi sarà pagata in parte dai proprietari così:
Per Immobile con 300 euro di rendita catastale, pagherà 80,64 euro.
Con rendita catastale di 400 euro, pagherà 107 euro.
Con rendita catastale di 500 euro, pagherà 134,4 euro.

Su queste tariffe, va poi aggiunta la quota che pagano gli inquilini.

Si tratta di sacrifici comunque imposti dalle norme nazionali e dalle successive manovre, dal “Salva Italia” del governo Monti al decreto “del Fare” del governo Letta, “che hanno scaricato sui comuni l’onere di coprire i tagli, con maggiori tasse”, ha constatato l’assessore ai rapporti istituzionali, Massimiliano Centorbi, sottolineando “l’operazione di equità e gli sforzi encomiabili” dell’assessore al bilancio e del ragioniere generale. “Il processo che si sta vivendo in Italia – ha detto Centorbi – è quello di una revisione costituzionale, dall’altro lato si sta attuando un addebito dei costi dei servizi agli enti locali. Prima vi erano maggiori trasferimenti e oggi al contrario aumentano le funzioni. Ma le entrate diminuiscono”.

Pastorello, con un grafico ha infatti illustrato la proiezione di trasferimenti dal 2009 al 2014.

Nel 2009 entrate per 13 milioni, trasferimenti al comune per 31 milioni ed entrate Extra tributarie di 4 milioni.
Nel 2014 da 31 milioni si passa a trasferimenti per soli 18 milioni. Entrate tributarie proprie da 13 milioni a 38 milioni di euro.
“Ma razionalizzando in favore di famiglie deboli e in difficoltà, riusciamo a rendere meno doloroso impatto”.
Per l’Ato rifiuti, paghiamo 12 milioni e mezzo di euro all’anno. “Paghiamo per la spesa Ato, per avere una città sporca”, hanno detto Ruvolo e Pastorello. Nei cinque anni il sindaco ha preteso che la nuova gara faccia scendere il costo da 12 milioni a 10 milioni. Così la Tari con cui al 100 per cento dobbiamo coprire .il servizio, in prospettiva potrà diminuire.
Nel regolamento Tari, sono previste agevolazioni ed esenzioni che rispecchiassero la protezione delle facce deboli, esenzioni e agevolazioni per chi ha immobili in centro, agevolazioni per chi va ad affittare immobili per uso abitativo o commerciale, oggi chiusi.

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