Non una lettera, ma un biglietto recapitato al Prefetto. Perizia calligrafica sul testo.

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L’inchiesta aperta dalla Procura di Caltanissetta, di cui è titolare il Procuratore Aggiunto Lia Sava, sulle minacce al Prefetto di Caltanissetta, CArmine Valente, viene seguita dagli investigatori della Squadra Mobile, guidata dalla dirigente Marzia Giustolisi.

La missiva recapitata al Prefetto, non è una lettera, come  riportato dagli organi di stampa, ma un biglietto, come quelli che si utilizzano per gli auguri di Pasqua.

Nel biglietto c’è stampata una composizione floreale. Dunque non c’erano fiori nella lettera, come detto in un primo momento, bensì il disegno di fiori in un biglietto.  E proprio in quel biglietto c’è scritta la minaccia al Prefetto. Un rigo o poco più su cui la Procura e la Squadra Mobile mantengono il più stretto riserbo, circa il contenuto. Ciò che invece emerge è che si tratta di un messaggio manoscritto di una o due righe.

Ed è qui che scatta la pista investigativa della Mobile nissena che ha avviato la perizia calligrafica per risalire all’autore,  i rilievi delle impronte digitali sul cartoncino e l’esame per riscontrare tracce di saliva, visto che il biglietto era chiuso.

Se tali tracce saranno riscontrate, lo dirà la polizia scientifica, al lavoro da metà settembre. Il biglietto, infatti, è stato recapitato a metà settembre, sebbene la notizia sia stata divulgata oggi a quasi un mese di distanza. Eventuali impronte digitali saranno comparate con la banca dati delle forze dell’ordine, così come le tracce di saliva per quanto riguarda il Dna. Mentre l’esame calligrafico potrebbe essere un riscontro più a largo raggio, empirico.

Di certo gli investigatori della Procura e della Polizia, sono a lavoro per non tralasciare  nulla in questo caso. L’ipotesi di reato per la quale si indaga contro ignoti è quella di minacce aggravate (dall’anonimato).

(Quello in foto è un biglietto qualunque la cui immagine è stata scaricata da internet a titolo di esempio)

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