“Non sono razzista ma…”. Racconti, dati ed e analisi dal dibattito “da ospiti a cittadini”

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(di Tony Maganuco) Per quelli che ” non sono razzista ma..”, sarebbe bastato seguire il convegno organizzato dal polo civico di Caltanissetta sul tema “da ospite a cittadino”, per decidere se eliminare il “razzista” o il “ma”.

La frase “sono razzista ma” l’ho rubata al co-direttore della caritas di Caltanissetta Giuseppe Paruzzo, il cui intervento coadiuvato da precisi dati statistici è stato tra i più interessanti dell’incontro. “Gli italiani sono i peggio informati d’Europa sul tema”dice il direttore,”basti dire che su 155 mila immigrati sbarcati da noi, 98 mila sono solo di passaggio per raggiungere altre città d’Europa, in sintesi solo l’8%resta in Italia, circa 5 milioni e mezzo ,pari solo all’8% della popolazione. In Sicilia, su 170.000 ospiti, 98.000 vanno via, ma quello che i ” non sono razzista ma” non sanno, è che gli immigrati versano alle casse dello stato 7 miliardi di euro all’anno, pari all’11% del prodotto interno lordo e soprattutto fanno quei lavori che gli italiani non vogliono fare più, sporcarsi le mani per lavorare”.

12248014_10207020884034881_3859026784575495217_oAscoltando poi le testimonianze di Arshad Alì, un migrante sbarcato anni fa e oggi inserito nella nostra città che ha vissuto l’olocausto dei barconi, dei viaggi a piedi in mezza Europa, descrivendo gli orrori di ciò che ha vissuto o di Khan Toseef Ahmed, un mediatore culturale, entrambi rei solo di scappare dalla terra natia per pensieri religiosi, culturali, a volte sessuali, diversi da chi comanda nel loro paese.

La diversità, l’imbarazzo di raccontare la loro vita e le loro esperienze, sono state trattate dall’avvocato Delia Perricone. ” La maggior parte non conosce le leggi, i diritti ed i doveri. Da un lato felici di essere arrivati” vivi” in Italia, da un altro impauriti ed imbarazzati. Quando da legali, suggeriamo di raccontare in commissione tutti i particolari, anche i più imbarazzanti della loro vita e delle motivazioni della loro fuga, noi avvocati abbiamo due problemi: convincerli a non vergognarsene( ma chi non avrebbe imbarazzo a raccontare di aver subito violenze fisiche e morali davanti ad una commissione…) e soprattutto a fornire prove ammissibili dei casi, essendo nella maggior parte privi di documentazione cartacea, fotografica. Quindi, il conoscere ogni minimo dettaglio della loro esperienza è per noi vitale ai fini della difesa”

Per la sicurezza ha dato rassicurazioni il dott. Sergio Garufi , commissario Questura di Caltanissetta, ufficio immigrazione. ” Il territorio è sotto controllo, giornalmente i vertici istituzionali si riuniscono e le commissioni si effettuano ormai giornalmente, il lavoro che svolgo mi ha permesso di conoscere un altro mondo, basterebbe passare solo 24 al centro polifunzionale di Pian del lago per rendersi conto dei disagi, delle disparità e del dramma umano che vivono gli immigrati”.

Un lavoro quello della questura coadiuvato da associazioni come la croce rossa, presente Nicolò Piave, che ha sottolineato il difficile lavoro di reperimento di volontari e soprattutto della loro formazione, lavoro similarmente effettuato anche da Emergency, presente e testimone la dottoressa Francesca Morgano.

Commovente ed “arrabbiato” l’intervento del Magistrato Gabriella Tomai, che punta il dito verso la leggerezza con cui alcune associazioni nate per la tutela dei minori gestiscono in modo dilettantistico il delicato ruolo che hanno: ” in troppe occasioni mi sono trovata a vedere “tutori” di bambini immigrati, non consci del delicatissimo ruolo che hanno, mi sono trovata di fronte bambini che, malgrado fossero nei centri da mesi, non parlavano una sola parola in italiano, assurdo ed inaccettabile”.Tra i tanti casi che mi trovo ad affrontare ce ne uno che non mi fa dormire la notte. Una sera la questura mi segnalò l’arrivo dalla Libia di tre bambini, di 9, 7 e 4 anni non accompagnati, scoprii che a mamma incinta di 7 mesi, non riuscì a salire sul barcone lasciando tra grida e lacrime i tre figli al loro destino e sperando di prendere un prossimo “barcone” per raggiungerli …e le storie di questo tipo sono tante”.

Insomma, per quelli ” non sona razzista ma…” partecipare a questo incontro, che ha visto la biblioteca Scarabelli gremita di gente, sarebbe stato utile per prendere coscienza di uno stato delle cose ben diverso da quello che la collettività immagina. Dice bene l’assessore Cavaleri quando, delineando gli aspetti psicologici in materia, tiene a precisare . ” l’essere umano, si forma nel grembo materno, appena uscito ha paura del diverso, se poi di diverso c’è anche il colore, le difficoltà d’accettazione aumentano”

Un dibattito molto interessante quello organizzato dal consigliere comunale del polo civico Lorenzo La Rocca e moderato dal giornalista Alberto Sardo per parlare di un mondo su cui spesso discutiamo per frasi fatte e luoghi comuni ed utile a quanti nei bar, in banca, davanti ad un aperitivo od una birra iniziano la conversazione ” non sono razzista ma…”, state tranquilli, l’Isis non alberga dalle nostri parti, qui parliamo di esseri umani

Tony Maganuco

foto (Giuseppe Carlino – Fotonauti)

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