Non solo un cappello da cowboy, ma una provocazione per cercare la rissa. Così hanno ucciso Aldo

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Con il contributo dei titolari della discoteca GOA (in copertina foto ANSA dell’ingresso) che hanno fornito i file delle telecamere a circuito chiuso che si trovano dentro il locale, i Carabinieri del comando provinciale di Palermo, come riporta l’Ansa, avrebbero individuato l’aggressore di Aldo Naro, il giovane medico originario di San Cataldo appena abilitato ucciso nella notte tra venerdì e sabato intorno alle 3,30 al culmine di un pestaggio. Un violento calcio alla nuca dato a tradimento, mentre era a terra. Questo emerge dal riscontro incrociato di testimonianze di amici e presenti alla serata e dai video delle telecamere. Uno dei bodyguard della security del Goa ha anche fornito un identikit del giovane aggressore.
Ciò che emerge dal racconto degli amici di Aldo, una comitiva di dieci persone tutti studenti universitari o neo laureati nisseni, è che quel gruppetto di palermitani (“avevano un accento molto stretto”) era entrato a fine serata in discoteca e si era diretto nell’area di uno dei privè con animo provocatorio. Questi ragazzi palermitani, raccontano gli amici di Aldo Naro, non indossavano il braccialetto fluorescente che funge da pass per entrare nell’area, dunque non erano in lista per un posto riservato in uno dei privè. Sin da subito hanno mostrato intenti provocatori e il cappello da cowboy rubato ad uno degli amici della comitiva nissena è stato praticamente un pretesto per far nascere una rissa.
Non era Aldo a indossare il cappello da Cowboy. Il giovane medico ucciso era travestito da Joker in quella serata carnevalesca, la fidanzata da Cat women e uno degli amici da cowboy. Per difendere quest’ultimo il giovane 25enne, neo abilitato alla professione di Medico, ne ha chiesto la restituzione, facendo da paciere non immaginando (lui e gli amici) che da quelle persone ci si dovesse aspettare una violenza bestiale, omicida. Attimi convulsi, nel mezzo della folla di giovani con la musica assordante.
Aldo Naro sarebbe stato circondato e spintonato oltre il passamano che delimita la zona del privè, candendo mezzo metro più sotto. Mentre era a terra il suo aggressore gli ha sferrato un calcio a tradimento, violento, alla nuca, lasciandolo esanime e privo di conoscenza.

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