«Non sentitevi Dio in sala operatoria». Il vescovo Russotto incontra i medici dell’OMCeO di Caltanissetta

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«Siamo immagine di Dio ma non siamo Dio, neanche in sala operatoria». Lo ha detto il vescovo di Caltanissetta, monsignor Mario Russotto, rivolgendosi ai tanti medici che hanno partecipato all’incontro sul tema “In principio… maschio e femmina”, svoltosi venerdì nella sala assemblee dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Caltanissetta. A porgere il benvenuto all’alto prelato è stato il presidente OMCeO di Caltanissetta, Giovanni D’Ippolito, che in apertura ha ricordato la figura del ginecologo nisseno Salvatore Tuttolomondo, scomparso poche ore prima a causa di una grave malattia. «La ringraziamo per la sua visita che, ancora una volta, ci offre momenti di riflessione e spiritualità nella nostra missione al servizio di chi soffre. Prima di essere credenti, dobbiamo essere uomini e professionisti credibili», ha detto il presidente D’Ippolito. Monsignor Russotto, dopo aver illustrato la teoria gender, ha citato alcuni passi di apertura della Bibbia spiegando che il passaggio “in principio” fa riferimento «all’opera di Dio che consiste in due verbi, creare e separare. La Creazione consiste nella distinzione e nella separazione per la relazione. In questo modo si esce dal caos e si crea l’Universo ordinato. Così Dio, costituisce la dualità nell’unità». E a proposito della Creazione, Russotto s’è soffermato sulla relazione tra uomo e donna «che deve essere paritaria, perché soltanto nella relazione faccia a faccia entrambi possono essere felici. Dio fece un’operazione chirurgica quando tolse la costola all’uomo e plasmò una donna, conducendola a lui. La donna è il tabernacolo dell’uomo, permettendo all’uomo di camminare dritto, di non essere zoppo. Lei è per lui la foglia della vita».

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