"Non ha riconosciuto i valori fondativi del Movimento". Cancelleri spiega i motivi dell'espulsione di Valeria Alaimo

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E’ iniziata con un video proiettato nella sala riunioni del Movimento 5 Stelle di Caltanissetta di via XX Settembre, la conferenza stampa tenuta dai deputati Azzurra e Giancarlo Cancelleri, dal consigliere comunale Giovanni Magrì alla presenza di attivisti e giornalisti appositamente convocati per discutere l’espulsione di Valeria Alaimo, consigliera comunale, prima degli eletti nella lista M5S con 309 voti e attivista sin da quando il gruppo era denominato “Grilli Nisseni”.
Una decisione che è maturata a seguito di prese di posizione pubbliche della consigliera comunale in aperto dissenso con la gestione del Movimento (assunzioni negli staff dei deputati, direttorio nazionale, presenza dei deputati sul territorio) a cui sono seguite due riunioni in cui le posizioni non si sono più riavvicinate. Il video proiettato è quello di una recente iniziativa organizzata a Parma a cui la Alaimo ha partecipato.
“La cosa grave non è il dissenso – ha esordito Giancarlo Cancelleri – ci si confronta e si discute anche in streaming. Ci animiamo e spesso, anzi sempre, il confronto è crescita ma lo facciamo nelle sedi opportune”. Cosa diversa è “quando un’attivista dice che non si riconosce più nel movimento 5 stelle e poi addirittura si afferma che l’iniziativa delle farmacie di quartiere possa configurarsi come voto di scambio”.
“Poi incredibilmente firma il protocollo, salvo poi fare una marcia indietro clamorosamente dopo aver appreso che significava applicarsi la riduzione del 10 per cento” dell’indennità di consigliere.
Alla domanda se il vero motivo della mancata adesione al progetto sia quindi di natura economica, Cancelleri ha risposto: “Lei non è disposta a togliersi il 10 per cento dello stipendio”.
“C’era questa idea da tempo – ha spiegato Giovanni Magrì, consigliere comunale sull’iniziativa dlele farmacie di quartiere – ne abbiamo discusso nel tempo e si è capito che poteva diventare una cosa interessante. Poi con la Federfarma l’idea diventa un protocollo d’intesa che la Alaimo non ha voluto visionare”.
“Circa due mesi fa – prosegue Magrì – la Alaimo ha chiesto di firmare il protocollo chiedendo che forse non avrebbe potuto dare il 10 per cento. Poi lo firma e aderisce ma dopo l’incontro in assemblea è venuta meno la volontà di dare il dieci per cento”.
“Il dissenso bisogna vedere di che tipo è – spiega Cancelleri – Da cosa nasce. Si può essere in disaccordo rispetto alle linee e a sfumature. Il Movimento è a favore o contro il reato di clandestinità? e di questo si è dibattuto. Addirittura Grilli era per far rimanere il reato, ma la rete ha votato in dissenso al leader dicendo che invece si doveva votare contro il reato. Questo è il confronto. Quando invece si mettono in discussione i motivi fondativi del Movimento, restituire i soldi perché sono eccessivi, mettere a disposizione parte degli stipendi a favore dei cittadini, quando viene messo in dubbio questo non parliamo più di dissenso. La domanda principale allora è questa: cosa ci stai a fare in un movimento se non riconosci l’Abc che lo ha fondato. Di dissenso ne abbiamo parecchio e i parlamentari spesso lo sono, ci si pone in disaccordo sulle linee politiche ma non sui criteri fondativi, perché diversamente se non voglio ridurmi lo stipendio ci sono tanti partiti pronti ad accogliermi”.
“Spesso ci viene imputata una sorta di dittatura ma noi abbiamo svolto due assemblee tutte focalizzate al confronto con Valeria Alaimo per arrivare a una conclusione diversa, per chiarire il fatto che si può esprimere dissenso, non solo per noi è un diritto ma anche un dovere perché viviamo del confronto. Mentre prendere posizioni assolutamente personali come portavoce cinque stelle è quanto di più lontano”, ha spiegato la deputata nazionale del Movimento 5 Stelle.
Nel comunicato stampa, in relazione al progetto di farmacia di quartiere, il Movimento 5 Stelle afferma che l’atteggiamento della consigliera comunale “sembra dare solo una possibilità di lettura e cioè che il problema non fosse altro che una questione economica. La consigliera più volte ha dichiarato di non voler tagliare il proprio stipendio,cosa che nel M5S è invece una normale prassi per avviare progetti rivolti ai cittadini, né mai ha avanzato proposte riguardo alternative alla restituzione sulla scia dell’iniziativa delle Farmacie di quartiere”.
“Insomma dichiarazioni ed atteggiamenti distruttivi e non costruttivi, pubblicamente palesati dalla consigliera Alaimo anche nel corso di un dibattito pubblico in diretta streaming pochi mesi addietro a Parma, dove ha dichiarato in modo palese e chiaro di non riconoscersi più nel M5S”.
Dunque una sorta di separazione consensuale, secondo Cancelleri, sebbene si sia infine votata una sfiducia a maggioranza passo propedeutico all’espulsione. La sfiducia, è stato spiegato, trattandosi di consiglieri comunali poteva arrivare su istanza degli attivisti nisseni.
Adesso il Movimento 5 Stelle ha un solo rappresentante in seno al consiglio comunale, Giovanni Magrì.
Successivamente, il deputato all’Ars, Giancarlo Cancelleri, spiega perché quello di Valeria Alaimo non sarebbe stato semplice dissenso.
 
 

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