“Non facciamo terrorismo”, la Montagnino smentisce Adornetto. Il caso scottante delle commissioni

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La giornata politica di Palazzo del Carmine è stata animata oggi dalle accuse del consigliere di Forza Italia, Calogero Adornetto alla presidente del consiglio comunale Leyla Montagino che smentisce a Radio CL1 le frasi a lei attribuite.

Adornetto in giornata aveva parlato di “vile e feroce attacco del Presidente del Consiglio Comunale, Dott.ssa Leyla Montagnino”, per averlo definito “terrorista dell’Isis” durante una Conferenza dei Capigruppo convocata per la rimodulazione delle Commissioni Consiliari Permanenti.

La presidente del consiglio dal canto suo smentisce.

“Mi dispiace, così non si fa nulla di costruttivo”, afferma Leyla Montagnino, “non ho utilizzato gli epiteti che lui riferisce, non ho mai utilizzato quelle frasi e quelle parole. Non è il mio linguaggio”.

Secondo la Presidente del consiglio comunale i fatti sarebbero andati diversamente da come li ha riferiti in giornata il consigliere comunale. La conferenza dei capigruppo era riunita per la rimodulazione della rappresentanza in seno alle sette commissioni, alla luce dei cambiamenti della geografia politica di Palazzo del Carmine. Dopo un anno e mezzo è nato il gruppo misto, uno dei più numerosi in consiglio comunale, si è formato il gruppo dei moderati per Caltanissetta e singoli consiglieri sono transitati da un gruppo ad un altro.

Un argomento che Adornetto definisce “scottante”, dopo aver rigettato la legittimità della proposta contenuta in un documento della presidente Montagnino, la quale però contesta la circostanza: la conferenza dei capigruppo non era neanche iniziata, quando venivano mossi i rilievi .

L’avvio dei lavori è stato molto travagliato e alle successive e pressanti contestazioni di Adornetto sulla legittimità della proposta, la Montagnino ammette di aver detto “finiamola con questo terrorismo”.

“Una frase che non è rivolta alla persona e tantomeno a lui”, chiarisce. “Significa un invito a smetterla con un atteggiamento di ira e delegittimazione. Dobbiamo fare squadra per costruire qualcosa di buono per questa città. Secondo me il consigliere Adornetto ha sbagliato, ma non dobbiamo dare in pasto un messaggio di liti e delegittimazione”.

Adornetto sottolinea di essere “rappresentante delle Istituzioni e Cittadino Cattolico legato a determinati valori trasmessi dai miei genitori e che intendo trasferire alle mie due figlie”.

“Non ci sto – dice – a passare per terrorista solo per avere più volte richiamato la Presidenza del Consiglio al rispetto delle regole che, dall’insediamento del nuovo Consiglio Comunale, sembrano valere ad intermittenza e solo per qualcuno”, parlando di “insensato paragone fatto dal Presidente del Consiglio alla presenza dei Capigruppo Consiliari silenti”.

Le commissioni consiliari, ai sensi dell’art. 38 Testo unico degli enti locali, devono rispecchiare in modo proporzionale la composizione del consiglio. Una norma facile a scriversi, più difficile ad applicarsi.

L’indirizzo giurisprudenziale prevalente in materia stabilirebbe che il criterio proporzionale può dirsi rispettato solo ove sia assicurata, in ogni commissione, la presenza di ciascun gruppo – anche se formato da un solo consigliere – presente in consiglio.

E in tal senso Adornetto sottolinea che al gruppo di Forza Italia “andrebbe garantita la presenza in tutte le commissioni consiliari, così come più volte il Ministero del’Interno ha ribadito”.

Il riferimento è a un parere del 8 luglio scorso, in cui il dipartimento elettorale del Viminale sostiene che “le forze politiche presenti in consiglio debbano essere il più possibile rispecchiate anche nelle commissioni, in modo che in ciascuna di esse sia riprodotto il loro peso numerico e di voto”.

Un diverso indirizzo giurisprudenziale, però, interpreta in maniera meno rigida il concetto di proporzionalità e ritiene che il criterio proporzionale risulterebbe soddisfatto considerando complessivamente i due schieramenti di maggioranza e minoranza.

In tal senso la legge demanda l’effettiva applicazione al regolamento del consiglio comunale ed è qui che la funzione del segretario generale diventa fondamentale. La sua funzione è infatti quella di armonizzare il dettame della legge in positivo, con l’ausilio del regolamento.

Tornando alle accuse rivolte dal consigliere Calogero Adornetto alla presidente del consiglio comunale, la Montagnino non indietreggia. “Dovrebbe riflettere e pensare come si rivolge al presidente del consiglio comunale e ad una signora. Per me è una questione chiusa e non voglio fare polemiche. Ma è chiaro che anche il consigliere Adornetto non può continuare così, cambi atteggiamento. Così si distrugge e non si costruisce”.

“Frasi del genere”, aveva detto il consigliere FI “non vanno pronunciate nemmeno da chi è nato e vissuto per la strada, figuriamoci da un rappresentante delle Istituzioni”.

Per Adornetto, stando ai suoi rilievi formali e sostanziali “un posto di Commissione assegnato al Partito Democratico veniva messo a repentaglio per favorire i partiti meno numerosi”, e questo avrebbe provocato la reazione della Montagnino. “Pertanto in quella seduta ho ritenuto utile eccepire tutti gli errori commessi nel redigere il documento chiedendo di conseguenza il ritiro dell’atto”.

Secondo il tre volte consigliere comunale non è la prima volta che l’Ufficio di Presidenza “fornisce documenti inesatti, e nelle ultime riunioni di Consiglio Comunale, gli uffici hanno dovuto ritirare le proposte di Delibere per le dovute correzioni”, arrivando ad adombrare anche una potenziale illegittimità della delibera per l’elezione dello stesso presidente del consiglio.

“Quelle del Presidente del Consiglio Comunale risultano parole non pesate e calibrate che non andrebbero mai dette, a maggior ragione all’indomani degli attentati Parigini”, conclude Adornetto.

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