“Non sono dimissioni, ho chiesto la sostituzione al Sindaco”. L’assessore Cavaleri verso l’uscita dalla giunta Ruvolo

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Non le considera politicamente delle “dimissioni”. Sul tavolo del sindaco, Giovanni Ruvolo, non c’è nessuna lettera di dimissioni. L’assessore alla solidarietà sociale, Piero Cavaleri preferisce parlare di una “sostituzione”, da lui richiesta al sindaco già a marzo e adesso reiterata per alcuni problemi di salute, un’ipertensione, che non gli consentono di “dare il 100%”.

Piero Cavaleri, psicologo, docente, studioso e scrittore, assicura sin d’ora la propria disponibilità a partecipare e sostenere determinati progetti che riguardano le politiche sociali, ma non più da assessore in carica della giunta municipale di Caltanissetta. Quando però gli diciamo che spesso i successori non amano il contributo dei predecessori, dribbla con un sorriso.

“Le dimissioni – chiarisce Cavaleri – hanno un significato politico, di contrasto con chi coordina l’amministrazione della città. Io invece al sindaco non ho presentato dimissioni, ma ho chiesto di sostituirmi per qualche problema di salute che mi impedisce di dare il 100% a questa città”.

“Una città con 8 mila disoccupati, 700 nuclei familiari senza casa, oltre 2 mila famiglie con un reddito sotto i 6 mila euro”. Numeri che l’assessore scolpisce come atto politico nel suo quasi commiato, a voler sottolineare le principali e vere emergenze della città.

“Una città che ha quindi bisogno di un assessore che lavori a questi problemi 24 ore al giorno. Io purtroppo ho 64 anni e un’ipertensione che non mi consentono di dare questa disponibilità. Per questo ho chiesto al sindaco di sostituirmi con una persona che possa dare il 100%”.

Per capire meglio dobbiamo ribaltare la domanda. La richiesta di essere sostituito alla guida dell’assessorato alle politiche sociali non ha niente di politico, ma anche se ci fossero state controversie non sarebbe stato questo il motivo?

“Si, io penso che ognuno ha sensibilità diverse, modi di vedere diversi e lavorando insieme tutto questo viene fuori, però questo non deve essere un ostacolo, perchè la nostra città ha bisogno di persone che remino nella stessa direzione, e quindi questa città ha bisogno di tutto meno che di amministratori che tra di loro facciano le bizze”.

E questo fino ad oggi è stato fatto?

“Penso di si. Il sindaco mi ha permesso di fare quest’esperienza. Due anni intensi in cui abbiamo portato il peso di un impegno che non è mai abbastanza”.

Perchè dice che bisognerebbe che tutti facessero a turno gli amministratori, quasi come un obbligo di leva?

“Proprio così, a turno come il servizio di leva di un tempo. Perchè ognuno giudica chi prende la croce dei problemi della città. E’ facile dire la propria quando si è tutti commissari tecnici della nazionale, ma essere in gioco, ti fa capire. Essere sotto la croce dei problemi della città ti fa capire il peso che questi problemi hanno. Questo mi ha portato anche a rivalutare l’opera di chi ci ha preceduto delle scorse amministrazioni. Quando tu sai che un amministratore è pulito, in buona fede, non devi giudicarlo. Solo per il fatto che si sottrae alla famiglia e alla sua vita, solo per questo dovresti avere rispetto”.

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