No Muos. La solidarietà di Giulietto Chiesa ai 17 denunciati

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Chiesa Giulietto “Esprimiamo piena solidarietà nei confronti dei 17 attivisti del No Muos recentemente raggiunti da avvisi di garanzia notificati dalla Questura di Caltanissetta. Essi non solo hanno manifestato pacificamente, ma hanno esercitato il diritto-dovere di ogni cittadino di difendere il proprio territorio. Nel caso specifico dalla grave minaccia per la sicurezza e la salute della popolazione siciliana. Alternativa non sta a guardare ed è direttamente impegnata per la chiusura della base militare, le cui funzioni aggressive sono già state rese note dal lavoro di d’indagine dei comitati No MUOS. Saremo presenti a tutte le prossime manifestazioni pacifiche”.

Questa la nota inviata da Giulietto Chiesa ai militanti del comitato “No Muos” di Niscemi che nella notte tra il 7 e 8 settembre avevano organizzato un ‘cacerolazo’ davanti la base militare statunitense di contrada Ulmo, dentro la sughereta, zona naturale protetta, area in cui è in costruzione il Muos, il mostro a tre Antenne che metteranno onde elettromagnetiche ad altissima frequenza potenzialmente dannose per la salute della popolazione residente fino a 60 chilometri dal sito.

I manifestanti denunciati, tra cui il giornalista Antonio Mazzeo e il sindacalista Di Stefano, hanno ricevuto un avviso di garanzia con tre capi d’imputazione. Adunata sediziosa, danneggiamento di strutture destinate alla difesa e manifestazione non autorizzata. Respingono le accuse e annunciano per il 6 ottobre una manifestazione nazionale pacifica che durerà 3 giorni.

MUOS NOIl ‘cacerolazo’ altro non è che la forma di protesta utilizzata in Sud America dagli indignados che producono frastuono con pentole e padelle. Arnesi che i militanti No Muos hanno detto di aver utilizzato contro le reti metalliche della base. Nessuna violenza, dicono, e neanche danneggiamento, poichè ad essere danneggiate sarebbero state soltanto delle targhe con la scritta ‘zona militare’, in segno di protesta.

Insomma per i manifestanti, e per Giulietto Chiesa, così come per il movimento No Muos, che al suo interno ha cittadini, sindaci, amministratori comunali, sacerdoti, le accuse sarebbero sproporzionate rispetto a quanto accaduto.

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