No Muos. Dieci mila a Niscemi. Cancelleri (M5S): "ora partita a Roma". Lo Bello (Pd): "merito Crocetta".

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Muos 30 marzo manifestazione(Foto da www.livesicilia.it) -Niscemi -“E siamo pazzi, siamo pazzi, perchè ci sparano le onde con il lanciarazzi”, cantavano gli Assalti Frontali nel 2006, anticipando, più o meno consapevolmente, i temi della battaglia contro l’inquinamento elettromagnetico a dire il vero tutta speciale nel grave caso di Niscemi. Oltre 10mila  persone hanno partecipato al lungo corteo a Niscemi per dire no al Muos, il sistema radar della Marina militare americana in fase di realizzazione in contrada Ulmo. Centinaia di bandiere colorate con il logo ‘No Muos’ con centinaia di bambini che tengono gli striscioni. I cittadini, partiti da contrada Ulmo, davanti la base del Muos sono poi arrivati al presidio, dove sorgono le 41 antenne, persidiati da decine di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa. Non si e’ registrato nessun incidente. Il sindaco La Rosa ci tiene a precisare che Niscemi è una città serena. La manifestazione si è aperta proprio con i bambini di Niscemi e le Mamme No Muos.

C’erano anche i deputati regionali, qualche deputato nazionale e parecchi attivisti del Movimento Cinque Stelle alla manifestazione nazionale organizzata a Niscemi per dire No al Muos. La manifestazione segue di un giorno il “no” definitivo alla realizzazione della struttura americana, sancito con la firma del documento di revoca delle autorizzazioni da parte dell’assessore regionale all’Ambiente, Mariella Lo Bello. E proprio l’assessore della giunta Crocetta ha voluto partecipare al corteo per ribadire da canto suo che la revoca è una vittoria di Crocetta e del governo regionale.

“Siamo stati noi – le fa invece eco il capogruppo M5S all’Ars, Giancarlo Cancelleri – ad accendere i riflettori sulla vicenda con l’uscita dall’Aula in occasione della votazione del Dpef. Siamo contenti del risultato, anche se aspettiamo di vedere i documenti. Quella di oggi è una manifestazione bellissima, ora la partita si sposta a Roma. Chiederemo infatti una commissione di inchiesta per capire quali sono le reali intenzioni del governo nazionale sul destino della struttura”.

“Per la prima volta – afferma il vicepresidente dell’ARS Antonio  Venturino – siamo riusciti a parlare con gli americani e ad entrare dentro la base, grazie ai rapporti allacciati col console Usa Moore. Oggi possiamo dire che il bicchiere forse non è ancora mezzo pieno, ma dentro c’è finalmente qualcosa. Siamo fiduciosi, anche perché si lavorerà sulla base di dati che analizzeranno i tecnici da noi indicati”.

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