No Muos. Fuori dal corteo 29 attivisti. La Polizia notifica i divieti di dimora in vista della manifestazione

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Eseguiti dalla Polizia di Stato i provvedimenti di divieto di dimora, emessi dal G.I.P. di Gela, nei confronti di 29 attivisti “no Muos”, ritenuti responsabili di episodi di violenza e resistenza nei confronti delle Forze di Polizia nel corso di alcune proteste. La Polizia ha eseguito l’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Niscemi, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Gela su richiesta della Procura della Repubblica di Gela, nei confronti di 29 soggetti, tutti attivisti “no Muos” di varie parti della Sicilia (Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Trapani, Caltanissetta e Caltagirone) ed alcuni residenti anche nel nord Italia.

“Gli stessi – spiega una nota della Questura – in occasione di due precedenti manifestazioni di protesta contro il M.U.O.S. di Niscemi, il 9 agosto 2013 e il 25 aprile 2014, in contrada Ulmo fuori dalla base Statunitense, si erano resi autori di episodi di violenza e resistenza attiva nei confronti delle Forze di Polizia”.
I manifestanti raggiunti dal provvedimento di divieto di dimora, che non potranno quindi partecipare alla manifestazione del prossimo 9 agosto a Niscemi, per il Gip “avevano colpito gli operanti con calci, pugni, bastoni e aste di bandiera, lanciando verso lo schieramento di Polizia pezzi di legno, pietre e bottiglie di vetro”, durante la manifestazione del 9 agosto 2013.
La Procura di Gela ha vagliato le informative inoltrate dalla Digos della Questura di Caltanissetta e dal Commissariato di P.S. di Niscemi, corredate da documentazione video-fotografica, acquisita nel corso delle manifestazioni dalla Polizia Scientifica e richiesto misure cautelari.

“Il GIP presso il Tribunale di Gela ha accolto la richiesta riscontrando un valido quadro indiziario e il pericolo reale e concreto di reiterazione dei reati in occasione di prossime manifestazioni di protesta”.
“E’ il caso di rilevare che le Forze di Polizia, anche in questo caso, hanno il compito istituzionale di garantire a tutti i partecipanti alla manifestazione il diritto di esprimere il proprio dissenso civile e democratico, nonché di preservare la loro incolumità fisica”, spiega ancora la nota.
“Il provvedimento del Giudice è il risultato di attività di indagine finalizzate a contrastare specifici episodi di violenza, aggravati dall’essere stati commessi da più persone, armate e travisate. Destinatari del provvedimento sono stati coloro i quali, fra i numerosi manifestanti partecipanti alle manifestazioni, si sono resi responsabili dei gravi fatti di violenza sopra decritti”.

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