Nissena di origine, la dirigente arrestata. Concetta Cimino, eclettica e scrittrice

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Nissena di origine
ma ormai palermitana d’adozione, Concetta Cimino figura tra i nomi
degli arrestati nell’operazione “Iban”, condotta dai carabinieri
sullo scandalo che ha investito la burocrazia regionale
dell’assessorato Formazione. La Cimino, dirigente dell’assessorato
oggi in pensione, è accusata di aver rilasciatole proprie password
di accesso al software per l’accreditamento delle fatture e il
pagamento dei bonifici, al principale indagato odierno, Emanuele
Currao, funzionario di 37 anni. Concetta Cimino, all’inizio degli
anni novanta fu arrestata quando era dirigente all’assessorato alla
Sanità. Passò in carcere 91 giorni. Dopo anni fu scoperto che la
dirigente era stata vittima di una calunnia di un pentito, il quale
dichiarò che avrebbe datto alla Cimino 500 mila lire al mese per un
anno e mezzo per manipolare appalti e accelerare le emissioni dei
mandati di pagamento in suo favore. Ma la dirigente nissena
dimostrò che quei mandati venivano esitati da un altro ufficio. Una
storia che suscitò anche l’interesse generale dei media, anche
perché la Cimino, oltre a raccontare la sua storia nelle
televisioni nazionali, Uno Mattina su Rai 1 e su Tv 2000, ha anche
scritto due libri. La dirigente in pensione, Maria Concetta Cimino
ha un sito internet personale e ha scritto anche un libro,
«Giustizia in contumacia», che ha vinto anche il premio Elio
Vittorini. Ma ha scritto anche “Fiore di Capperi”. «Ho ripreso la
mia vita e mi sono affermata», disse durante un’ospitata
televisiva, dopo la sua assoluzione. Incredibile, nel raconto dei
suoi libri la lentezza della giustizia. Arrestata nel ’92, il suo
processo iniziò nel 2003. Ora deve tornare a difendersi, forse anche in un processo, se la sua posizione non
dovesse essere stralciata. Lei, tra gli arrestati, pare non abbia
ricevuto utilità in denaro. Il suo peccato è l’omesso controllo e
l’aver dato l’accesso della sua postazione.

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