Nissa ancora all’ultimo respiro, biancoscudati corsari a Enna confermano il primato in campionato

Questa Nissa ha un cuore grande! Quando si ritrova  nei momenti più difficili di una gara, riesce sempre a trovare le risolse per portare la vittoria a casa. La riprova arriva dall’esaltante  prestazione di Enna.

Ancora una volta fino all’ultimo respiro. Senza perdersi mai d’animo. In panchina un direttore d’orchestra che detta i tempi, Angelo Bognanni, e i ragazzi a seguire i suoi suggerimenti. Dalla polvere della rimonta ennese, agli altari di un trionfo sudato e pienamente meritato. Gli autori? Meglio non parlare dei singoli, perché è il gruppo che vince, è il gruppo che mette nelle condizioni il singolo di concretizzare, le occasioni. A Enna tuttavia meritano una menzione speciale Illario, Diop e Matera, autentici mattatori con le loro giocate, di una domenica, destinata ad essere ricordata per lungo tempo.

Ma  non bisogna cullarsi davanti a cotanta abbondanza, siamo appena all’inizio. Il prossimo impegno in Coppa Italia è vicino e va affrontato sempre al massimo. Si, perché la Nissa è nata per correre, per non fermarsi mai, per sacrificarsi giorno dopo giorno, partita dopo partita.

Ciao Nell’Arena del Gaeta, dunque, una prova maiuscola. Già al 16’ arriva il vantaggio biancoscudato. L’ex Diop su calcio d’angolo, fa 0-1, grazie ad un imperioso stacco di testa con la palla che si insacca sotto la traversa. La Nissa domina. E va vicina al raddoppio a causa di  un pasticcio del giovane portiere gialloverde Lipani che mette in condizione, il bomber Matera, dopo un goffo rilancio, di infilare la palla nel sette ma Giuffrida compie il miracolo e manda in corner. Dopo il riposo, l’Enna si fa sotto per recuperare lo svantaggio e al 7’ pareggia con Graziano che di testa mette fuori causa Keba: la palla si insacca sotto l’incrocio. I gialloverdi ritrovano convinzione nei propri mezzi e al 14’ vanno in vantaggio con una super giocata di Girgenti che dalla sinistra si incunea in aria e da posizione decentrata lascia partire un bolide che mette ancora fuori causa Keba. Per gli ennesi sembra fatta, pensano che la Nissa sia ormai un pugile stonato alle corde…ma non è così. Prima Retucci e poi Matera, vanno vicinissimi al gol del pari. I gialloverdi perdono in pochi minuti la sicurezza ritrovata dopo il vantaggio. La Nissa è come un leone ferito che non si arrende e al 40’ raggiunge il pari: ancora Diop si alza con prepotenza al centro della difesa dei locali, colpisce con forza di testa e Matera spizzica la palla mettendo fuori causa Lipani. Tutto farebbe pensare a questo punto in un finale senza né vincitori e ne vinti ma i biancoscudati non si accontentano e all’88 tornano in vantaggio: Matera riceve una pallone sulla linea di fondo, lo accarezza come fa un padre con il suo figlioletto prima di andare a nanna, lo serve a Illario che con una finta si libera di un difensore e calcia sotto l’incrocio. È l’apoteosi. L’avversario, come recita una famosa canzone di Lucio Dalla, è “deluso, sconfitto e abbandonato”. L’arbitro, il signor Comito di Messina -che ha ben diretto il match- fischia la fine dopo cinque minuti di recupero. La Nissa festeggia il primato solitario ma ora testa alla Pro Favara perché come dice ai suoi ragazzi mister Bognanni, “dobbiamo stare sempre sul pezzo”.

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