A quarantanove anni dalla tragica sparatoria di contrada Razzà, la comunità di Niscemi ha reso omaggio al carabiniere Vincenzo Caruso, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, con una cerimonia solenne svoltasi il 1° aprile.
Il ricordo riporta al 1977, quando, nel territorio di Taurianova, un equipaggio del Nucleo Radiomobile intervenne nei pressi di un casolare sospetto. I militari — l’appuntato Stefano Condello e i carabinieri Vincenzo Caruso e Pasquale Giacoppo — si trovarono improvvisamente di fronte a un summit della criminalità organizzata. Alla vista delle forze dell’ordine, i presenti aprirono il fuoco. Condello e Caruso rimasero mortalmente feriti.
Nonostante le gravi condizioni, Caruso riuscì a reagire, colpendo due degli aggressori prima di soccombere.Le successive indagini riconobbero il valore e il coraggio dimostrati dai due militari, ai quali venne conferita la massima onorificenza al valor militare.La commemorazione, organizzata nella città natale di Caruso, ha visto la partecipazione di autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni d’arma e numerosi cittadini.
Dopo la deposizione di una corona d’alloro sulla tomba del caduto, si è tenuta una messa in suffragio nella Chiesa Madre.Nel corso della cerimonia è stata letta la motivazione ufficiale del conferimento della Medaglia d’Oro, mentre nel suo intervento conclusivo il comandante del Reparto Territoriale Carabinieri di Gela ha ricordato la figura del militare, sottolineandone il senso del dovere e il sacrificio estremo. Un momento di memoria condivisa che ha rinnovato il riconoscimento della comunità verso chi ha perso la vita al servizio dello Stato, ribadendo l’importanza dell’impegno quotidiano delle forze dell’ordine nella tutela della sicurezza pubblica.





