Niscemi ricorda il carabiniere Roberto Ticli, ucciso con un colpo di pistola da un rapinatore

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Nel pomeriggio di oggi 1 ottobre 2018, a Niscemi, nella Chiesa Maria Santissima del Bosco, sarà celebrata da Don Salvatore Falzone, Cappellano militare per la Legione Carabinieri Sicilia la commemorazione religiosa per il 28° anniversario della cruenta uccisione del Carabiniere Roberto Ticli, Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria”.

Alla commemorazione parteciperanno, oltre al padre, il fratello ed altri familiari del Carabiniere Ticli: il comandante Provinciale di Caltanissetta, Colonnello Baldassare DAIDONE, il comandante del Reparto Territoriale Carabinieri di Gela, Ten. Col. Antonio DE ROSA, con i Carabinieri dei cinque comandi stazione dipendenti di Niscemi, Riesi, Mazzarino, Butera e Gela, , una rappresentanza del Consiglio di rappresentanza dei Carabinieri, il Sindaco di Niscemi Massimiliano Conti con una rappresentanza dell’Amministrazione comunale; i rappresentanti delle Forze di Polizia locali e della Capitaneria di Porto; i Presidenti dell’Ass. Nazionale Carabinieri di Niscemi e Gela ed alcuni soci, i presidenti e soci delle varie Associazioni d’Arma presenti sul territorio. La cerimonia religiosa, sarà seguita dalla raccolta e sentita deposizione di una corona di alloro presso il cimitero di Niscemi, ove verranno resi gli onori militari ai Caduti ed i familiari del caduto.

Il Car. MAVM Roberto TICLI, nato il 3 ottobre 1965 a Catania, si arruola nell’Arma dei Carabinieri e, come ultima destinazione prima dell’estremo sacrificio, prende servizio presso la Stazione Carabinieri di Luino (VA).

Nella notte del 1° Ottobre 1990 si trovava, in qualità di Capopattuglia di servizio perlustrativo, ad effettuare, unitamente a parigrado, il controllo di un individuo sospetto a Porto Ceresio (VA), a poche centinaia di metri dal confine con la Svizzera. Durante il controllo il Car. TICLI veniva colpito mortalmente da un colpo di pistola esploso dal rapinatore fermato, al momento dei fatti latitante ricercato dalla polizia elvetica, la quale poco dopo lo trarrà in arresto, bloccandolo prima che potesse prendere un treno che lo avrebbe portato a Milano.

Il gesto fermo, valoroso e di altissimo senso del dovere dei militari ha portato alla concessione della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione:

Capopattuglia in servizio perlustrativo, mentre effettuava, unitamente a parigrado, il controllo di un individuo sospetto, veniva da questi fatto segno a proditoria azione di fuoco.
Benché mortalmente ferito, con coraggiosa determinazione si poneva all’inseguimento del malvivente, contro il quale reagiva con l’arma in dotazione, finché giunto allo stremo delle forze, si accasciava esamine al suolo. Chiaro esempio di elevate virtù militari e di altissimo senso del dovere spinti fino al supremo sacrificio.” Porto Ceresio (Varese), 1 ottobre 1990.»

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