Niente perizie e pareri, per i furbetti del certificato medico bastano appostamenti e foto

1048

Non serve più una contesa tra perizie di parte e pareri medici per smascherare un lavoratore furbetto che presenta certificato medico pur prestandosi ad altre attività non lavorative comunque incompatibili con la patologia. L’azienda può ricorrere ad un investigatore privato, che documenti con foto e filmati la “bella vita” del lavoratore in malattia. E’ quanto a sentenziato la Corte di Cassazione, validando il giudizio della Corte d’Appello di Caltanissetta a cui si era rivolto un operaio di Gela licenziato dalla ditta per cui lavorava, impugnando il provvedimento e vedendosi rigettato il ricorso.

La società, che aveva ricevuto i certificati medici di una seria forma di lombalgia, ha sguinzagliato uno 007 privato che con foto e video ha smascherato “tutta una serie di azioni e movimenti del tutto incompatibili con la sussistenza della malattia”, scrivono gli ermellini, per i quali non c’è stata violazione né dello statuto dei lavoratori né del codice della privacy, caratterizzando come “circostanza di fatto”, le foto che dimostrerebbero che il lavoratore, così male tanto da non poter andare al lavoro, non stava.

Commenta su Facebook